Battisti: l'Italia cristiana mi perdoni

Appellandosi alla tradizione "cristiana" dell'Italia, l'ex terrorista chiede in una lunga lettera, in cui non indietreggia dalle sue
posizioni, di essere perdonato con "un atto di
nobiltà". Accuse ad "alcuni ministri del governo" di nascondere il loro passato "di attivisti dell'estrema destra"

San Paolo - Appellandosi alla tradizione "cristiana" dell'Italia, Cesare Battisti ha chiesto in una lunga lettera, in cui non indietreggia dalle sue posizioni, di essere perdonato con quello che definisce "un atto di nobiltà" da parte del governo. Con una mossa a sorpresa, l'ex terrorista, condannato in Italia per quattro omicidi commessi negli anni Settanta, ha diffuso dal carcere di Papuda (vicino Brasilia) una lettera nella quale, oltre a domandarsi ''se non è giunta l'ora che l'Italia mostri il suo lato cristiano", afferma di considerarsi un "perseguitato", "vittima di un bombardamento mediatico".

La richiesta di perdono "La società - afferma - soffre molto di più con un innocente in carcere che con l'assoluzione di un colpevole". Battisti considera che Roma dovrebbe seguire "l'esempio di quanto fatto dal Vaticano riconoscendo le sue attività durante l'Inquisizione". "Possono continuare a dire che sono un assassino, un terrorista", aggiunge, sottolineando di non poter pensare a se stesso come "qualcuno capace di fare nemmeno un centesimo di tutto ciò che mi attribuiscono". "Mi piacerebbe tanto poter dire la mia verità al popolo italiano e a quello brasiliano. Ma come posso farlo, visto che la moltitudine manipolata mi lincia?", si domanda Battisti dalla prigione dove è in attesa che il Supremo Tribunale Federale brasiliano decida se accogliere la richiesta di estradizione delle autorità italiane oppure se concedergli l'asilo politico.

Una lettera di otto pagine La lettera è lunga otto pagine, porta la data di mercoledì, é stata scritta a mano in portoghese e il titolo è una domanda: "Perché io?". Consegnata ai senatori Eduardo Suplicy, del Partito dei lavoratori e José Nery del Partito Socialismo e Libertà, che l'ha letta integralmente durante una sessione del Senato, il testo è subito rimbalzato sui media brasiliani. "La mia situazione è terribile. Sono allibito, disarmato, di fronte all'ostilità, all'odio colmo di rancore dei miei avversari", prosegue l'ex terrorista, accennando ai quattro omicidi di cui è accusato in Italia e sostenendo che "l'ironia del destino" fa sì che oggi egli sia stato condannato per tali reati. Nella prima pagina del testo, Battisti accusa tra l'altro "alcuni ministri del governo italiano" di nascondere il loro passato "di attivisti dell'estrema destra (fascista)" e di essere "responsabili direttamente o indirettamente di massacri con bombe". Più avanti, attacca Silvio Berlusconi, definendo il premier "un eccellente membro della celebre loggia P2" e "razzisti" i decreti del governo.

L'attacco a Berlusconi L'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo scrive infine che le autorità italiane "hanno dimenticato i loro tentativi di colpo di stato, la mafia al potere, la strategia della tensione, le bombe dei servizi segreti nelle piazze e le torture subite dai militanti comunisti".