Battisti, Supremo Tribunale brasiliano conferma sentenza per marzo

ll caso dell'ex terrorista è stato messo a calendario. L'Alta Corte potrebbe revocare l'asilo concesso dal ministero della Giustizia. Impasse a Brasilia sulla nomina dell'ambasciatore in Italia

E' confermata per marzo la decisione del Supremo tribunale federale brasiliano sul caso Battisti: i giudici dovranno stabilire se confermare o meno l'asilo concesso all'ex terrorista. Lo scrivono oggi i media brasiliani: il caso Battisti è stato messo a calendario per il prossimo mese dal STF. La decisione potrebbe arrivare quindi nel giro di pochi giorni. Battisti aveva ottenuto a gennaio l'asilo politico dopo avere fatto domanda dal carcere al ministero della Giustizia. Il ministro Tarso Genro aveva detto sì, motivando la sua decisione anche con il fatto che in Italia l'ex leader dei proletari a rmati per il comunismo avrebbe subito discriminazioni. Ma è stato proprio il Tribunale Supremo a porre un freno, richiedendo n parere alla procura generale. Dopo la decisione di Genro, comunque, si è levata la protesta del governo italiano con un raffreddamento senza precedenti delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ora il STF si deve quindi pronunciare sulla legittimità della decisione di Genro. L'asilo potrebbe essere considerato non accettabile qualora i delitti commessi da Battisti in Italia fossero considerati «omicidi comuni» e non politici. Intanto oggi il quotidiano Folha de Sao Paulo ha sottolineato una strana coincidenza nella politica brasiliana: la lunga pausa dei lavori del Senato (a causa anche del Carnevale) sta facendo slittare di settimane la nomina di quattro ambasciatori. E, tra questi quattro, c'è anche l'alto diplomatico destinato a a Roma, l'ex ministro della Difesa José Viegas. Questo avviene, scrive l'autorevole giornale, «proprio nel momento in cui Italia e Brasile sono in disaccordo sul caso dell'ex attivista politico Cesare Battisti». Accusato in Italia di quattro omicidi commessi tra il '77 e il '79, Battisti fu catturato a Rio de Janeiro nel marzo del 2007 dopo un lungo rifugio in Francia e una latitanza di tre anni.