Battisti, una vita tra carcere e fughe

Da terrorista di estrema sinistra ad autore di noir di successo. Cesare Battisti, una vita da 'esule' in mezzo mondo dopo attentati, condanne, carcere e fughe, è nato nel 1954 a Sermoneta, non lontano da Latina. Nel 1968 si iscrive al liceo classico, ma già nel 1971 abbandona la scuola e viene arrestato per la prima volta nel 1972, per una rapina compiuta a Frascati. Tra il 1974 e il 1976 viene arrestato ripetutamente per furto e sequestro di persona, subendo anche qualche condanna. Nel 1976 si trasferisce al nord e partecipa alla fondazione dei Pac, Proletari armati per il comunismo, formazione nata nell'area dell'autonomia del quartiere Barona, alla periferia di Milano. Nel 1977 viene arrestato di nuovo, sempre per rapina, e rinchiuso nel carcere di Udine dove conosce Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac. In questi anni partecipa alle azioni del gruppo eversivo, viene arrestato a Milano il 26 giugno 1979 e condannato a 13 anni e 5 mesi per l'omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani, ucciso nel febbraio 1979. Nel 1981 riesce ad evadere dal carcere di Frosinone, dove stava scontando la pena, grazie a un assalto di terroristi. Nel 1985 è condannato al'ergastolo nel processo contro i Pac, sentenza confermata dalla Cassazione nel 1991. La condanna è per vari reati, tra i quali quattro omicidi: oltre a quello di Torreggiani e del macellaio Lino Sabbadin (militante del Msi),avvenuti entrambi il 16 febbraio 1979, a Milano e Mestre, del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, e dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Ma nel frattempo Battisti non c'é più. Prima a Parigi, poi in Messico, a Puerto Escondido, con la compagna Laurence, dalla quale si è poi separato, e che che gli ha dato due figlie. In Messico fonda il giornale "Via Libre", che 'trasferira'' in Francia, quando, nel 1990, torna a Parigi. Appena giunto Oltralpe Battisti viene arrestato ma, cinque mesi dopo, la Francia nega l' estradizione e lui torna in libertà. Nel 1997 - affermato autore di noir per Gallimard - è uno degli "esuli" dei movimenti politici dell'estrema sinistra italiana rifugiati in Francia, riuniti nell'associazione 'XXI secolo', che chiedono all'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro una soluzione politica "di indulto o di amnistia" dei reati loro addebitati. A Rio de Janeiro Battisti fugge nel 2004, poco prima del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato francese che l'avrebbe estradato in Italia da Parigi. Il 18 marzo 2007 Battisti, che afferma di essere innocente, viene arrestato, e nel 2009 si dice pronto ad incontrare i parenti delle vittime degli omicidi per i quali è stato condannato. Il 18 novembre 2009 la più alta istituzione giurisdizionale del Brasile, il Supremo Tribunal Federal, considera illegittimo lo status di rifugiato politico concesso nel gennaio dello stesso anno dal governo brasiliano con una controversa decisione del ministro della giustizia Tarso Genro. La pronuncia, 5 voti favorevoli e 4 contrari, è favorevole all'estradizione di Battisti in Italia, ma lascia al presidente Lula la parola definitiva sulla sua effettiva esecuzione.