Battute e gag, Letta ruba la scena ai ministri

Il braccio destro del Cavaliere: «Giulio è geniale. Calderoli non tagli anche questa legge». L’ironia su Brunetta: «È un fannullone...»

da Roma

Si complimenta con il «geniale» Giulio Tremonti. Lo elogia a lungo - «quasi troppo», replica un po’ intimidito il diretto interessato - per una Finanziaria che «rivoluziona». E, soprattutto, lo afferma in pubblico, per suggellare la pace, per smentire ogni tipo di attrito. Poi rimarca il lavoro di gruppo, a dispetto dei «maligni». Sorride, scherza. Chiede a Roberto Calderoli di non tagliare, con la «mannaia», pure questa legge. Dà bonariamente del «fannullone» a Renato Brunetta, salvo subito dopo definirlo «antidoto» per gli scansafatiche. Spiega ai cronisti, da ex direttore, che sull’Expo 2015 si discute, non si litiga. Un po’ come avviene nelle riunioni di redazione, dentro i giornali, per disegnare la prima pagina.
Gianni Letta spiazza tutti. Si accomoda al centro del palco e «ruba» la scena. Forse senza volerlo, ma è lui, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, insolitamente loquace, a far da regista. A dettare i tempi ai ministri economici, seduti attorno a lui in conferenza stampa, per raccontare manovra e Finanziaria.
«Quest’anno, per la prima volta, è stato compiuto un passo serio, deciso, verso la riforma del nostro sistema - attacca Letta -. E lo si deve a Tremonti, ministro che conoscete per intelligenza, fantasia, genialità e capacità innovativa, che ha saputo portare nel giro di pochissimi giorni, e prima di settembre, una riforma da completare, ma che rappresenta una grande novità, una rivoluzione». Letta non nega «malumori e difficoltà», fisiologici. Ma «lavorando ottimamente in squadra - sottolinea - abbiamo raggiunto un grandissimo risultato», nonostante «alcune malignità che abbiamo letto in questi giorni».
Poi una battuta. «Il vero taglio fatto è sull’aria condizionata - ironizza con i giornalisti accaldati in sala stampa -. State mostrando insofferenza, ma nessuno si muove». Una metafora, aggiunge, da «tenere a mente». Tremonti, in maniche di camicia, sta al gioco: «Ho fatto una manovra tessile...». Va avanti così, e Letta, giocando d’anticipo, risponde pure a un quesito su Alitalia posto al ministro. «Posso dirle già io cosa le dirà - replica al cronista -. Sulla vicenda parlerà il 10 settembre in Parlamento».