Battuti soltanto da un episodio

Un episodio. Quello che ci ha tradito è un semplice episodio. Uno di quelli che spesso premiano le grandi squadre quando non riescono ad imporsi con rivali che dal punto di vista tecnico non sono minimamente paragonabili. L'episodio è il gol di Adriano segnato quando già la lancetta era oltre il 45°, aiutato da Raggi imbambolato mentre il brasiliano insegue il traversone di Maicon. Fino a quel momento, fatemelo dire con orgoglio, c'è stata solo la Sampdoria. Che ha tenuto palla, ci ha provato fino alla trequarti. Poi, di fronte c'è l'Inter e creare occasioni da rete non è certo facile per una Samp arrivata a San Siro orfana dell'unico uomo di fantasia. E ditemi un po', ce la vogliamo mettere anche quella dose di sfiga che ci ha portato via gli unici due difensori che avevamo in campo? Siamo andati a Milano senza Campagnaro, Lucchini, Accardi. Dopo un'ora Gastaldello e Raggi, fuori uno via l'altro. Nelle sostituzioni ad avvicendarli sono stati due esterni di centrocampo, lo stock dei difensori era finito. Eppure questa volta bravo Mazzarri che ci ha voluto credere. Ha lasciato la difesa a tre, ha inserito Padalino per dare spinta e Bellucci per tentare di essere più efficaci in fase offensiva. Tanto perdere 1-0 o 3-0 che differenza fa? Meglio allora provarci fino all'ultimo. Anche con un po' di arroganza e spregiudicatezza: con la prima della classe tanto da perdere non c'è più nulla. Poi se Celi avesse avuto il coraggio di fischiare il rigore per il fallo di Cordoba su Pazzini avremmo commentato un altro risultato.