Battuto il presidente anti-turco

da Nicosia

Risultato a sorpresa nel primo turno delle presidenziali cipriote. Si votava nella Repubblica di Cipro (per intendersi quella greca, riconosciuta da tutto il mondo e membro dell’Unione europea, mentre nel nord dell’isola esiste un’autoproclamata Repubblica turca di Cipro Nord riconosciuta solo da Ankara e che non fa parte dell’Ue) e il capo dello Stato uscente, il nazionalista Tassos Papadopoulos, è stato superato da entrambi i suoi avversari nella corsa a tre che lo vedeva opposto al comunista Demetris Christofias e al conservatore Ioannis Kassoulides. I sondaggi davano i tre molto vicini, e il risultato di ieri lo ha confermato: Kassoulides ha ottenuto il 33,51% delle preferenze, Christofias il 33,29% e Papadopoulos il 31,79%.
Al ballottaggio di domenica prossima andranno dunque Kassoulides e Christofias, fautori di politiche molto diverse, ma accomunati da un atteggiamento che quasi certamente ha dato loro quel qualcosa in più per superare Papadopoulos: la volontà di cercare un ragionevole compromesso con i turco-ciprioti per puntare alla fine della divisione dell’isola, che dura ormai da oltre 33 anni.
Papadopoulos, eletto nel 2003, aveva portato la comunità greco-cipriota a respingere nel 2004 il piano dell’Onu per la riunificazione dell’isola. Ma la maggior parte dei ciprioti, sia pure con diversi sentimenti, desidera la fine della divisione.
Il risultato delle elezioni cipriote avrà certamente conseguenze sulla complessa questione dell’ammissione della Turchia in Europa. Attualmente nell’Ue una Cipro unicamente greca rappresenta col suo diritto di veto un ostacolo insormontabile per Ankara. Ma un’ipotetica Cipro riunificata potrebbe nel futuro cambiare completamente lo scenario.