Baudo accetta «Domenica in» La Venier difende il territorio

Carlo Faricciotti

da Milano

Di sicuro ci sono solo pochi elementi: l’arrivo a bordo di Pippo Baudo, accanto ai già reclutati Luisa Corna, Massimo Giletti e Mara Venier, che ieri aveva già innalzato i paletti: «L'unica cosa che so è che lavoro da tre mesi con Boncompagni per la striscia di Domenica in che va dalle 19 alle 20, ho incontrato Del Noce, il capostruttura del programma e i tecnici. Non ho altre notizie. Se ci fossero novità, sarebbe strano perché a me nessuno ha detto niente». Poi certa è la collocazione nel palinsesto di Raiuno dalle 14 alle 20; la data di inizio, domenica 2 ottobre; il fatto appunto che la Venier avrà uno spazio tutto suo, nella fascia finale dalle 19 alle 20, intitolato 100+Mara e con Boncompagni in cabina di regia.
Per il resto l’edizione 2005 di Domenica in, quella del trentennale ma anche quella, per la prima volta nella sua esistenza, senza i gol di 90° Minuto, naviga nelle nebbie.
«Per ora partiamo consapevoli di avere una squadra composta da grandi giocatori. Poi il gioco che faremo lo stabiliremo nei prossimi giorni». Le parole di Massimo Liofredi, capostruttura di Raiuno, sintetizzano in maniera diplomatica quella che appare una situazione confusa.
Ieri, dopo l'incontro con il dg Rai Alfredo Meocci e il direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, Baudo ha sciolto la riserva e ha dato il suo ok dopo le incertezze dei giorni scorsi. Interpellato, Baudo ha tenuto a precisare che «non ci sarà nessuna invasione nella fascia oraria tra le 19 e le 20. Sono il buon soldato che risponde all’appello della patria-Rai e non intendo scalzare nessuno. E poi noi italiani siamo bravissimi a coabitare, io sono sempre stato per il pluralismo».
Riguardo la calamita-Bonolis su Canale 5 con Serie A, dalle 18, il «Pippo nazionale» punta sulla metafora: «Non è che se un ristorante ha successo quello di fronte chiude. Bonolis proporrà un menu classico italiano, a base di calcio, noi cercheremo di mantenere clienti e magari di strappargliene qualcuno con un menu innovativo su cui ci metteremo a lavorare da martedì».
Martedì infatti dovrebbe essere il D-Day della «nuova» Domenica in, per quel data è fissata una riunione con Baudo, alcuni autori e forse le altre star del programma per evitare che, stretto tra le offensive della concorrenza (Buona domenica e Serie A in testa) e le inimicizie tra i conduttori (Venier e Giletti l’anno scorso hanno fatto scintille, e non in senso buono), il giocattolo, prima ancora di cominciare, si rompa.