Baudo, non c’è posta per te Raiuno scende ai minimi storici

La De Filippi con la sua gente comune straccia il cinema italiano di "Serata d’onore": il 31 per cento di share contro un misero 12

Milano - Sabato sera l’Auditel ha parlato chiaro. L’esibizione dedicata a un ragazzo down dell’ultimo trionfatore di Amici, Marco Carta, ha avuto la meglio sulle raffinate ugole di Amy Stewart e Lola Ponce. E i ricordi commoventi e simpatici di Christian De Sica sul celebre papà Vittorio, hanno intrigato meno di una lite tra fratelli per un’eredita. Insomma, non c’è stata gara. La seconda puntata del varietà di Raiuno Serata d’onore, condotta da Pippo Baudo e dedicata al cinema italiano, ha segnato uno share del 12,26%, peggio che all’esordio. Quasi un record al negativo per l’ammiraglia Rai. E se la concomitanza del derby d’Italia Inter-Juventus può almeno in parte giustificare numeri così bassi, la delusione è resa ancora più amara dall’ottima performance del diretto concorrente C’è posta per te: la corazzata di Canale 5 del sabato sera che Baudo aveva sfidato ha totalizzato diciannove punti di share in più, arrivando al 31,07 per cento.

«È la conferma della forza del format di C’è posta per te», spiega il direttore di Tv Sorrisi e Canzoni, Alfonso Signorini. «La gente ha voglia di emozioni. In un momento di sfiducia collettivo, riscopre i sentimenti autentici. Serata d’onore è l’icona della televisione celebrativa vecchio stampo e, forse, Baudo ha peccato un po’ di presunzione nei confronti della De Filippi». Il parere di Signorini è avallato dal sociologo Mimmo De Masi: «C’è posta scava nell’intimo dei telespettatori, Baudo vorrebbe invece guidarli. Ma nei momenti di crisi ci rispecchiamo di più in persone comuni che si disperano davanti alle telecamere piuttosto che nei grandi attori in abito da sera». Più severo il giudizio del critico televisivo Mirella Poggialini. «Baudo ha voluto fare lo spiritoso sfidando la De Filippi», dice. «Serata d’onore e C’è posta per te sono due mondi che non si incontrano, fare una gara serve solo a richiamare l’attenzione. Sono entrambi destinati a un pubblico di massa, ma il 45 per cento dei telespettatori di Maria De Filippi sono meridionali, più appassionati ed emotivi e forse con meno soldi da spendere nelle uscite del sabato sera. A differenza di quelli di Baudo, che vivono al Nord e hanno abitudini e possibilità diverse. Senza contare - conclude Poggialini - che Serata d’onore rimanda ad altri varietà, come I migliori anni di Carlo Conti». Come a dire che quella di Raiuno è una formula già sfruttata, un déjà vu, «un po’ un minestrone», incalza l’esperto di media Giorgio Simonelli, docente all’Università cattolica di Milano e consulente di Tv Talk (Raitre). «Se si vuole interessare telespettatori che non siano quelli della De Filippi bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Il primo Fantastico fu una rivoluzione perché riusciva a intercettare il pubblico dei ragazzi che andavano in discoteca tardi e vedevano il programma prima di uscire». D’altra parte, quello di sabato non è il primo flop di Raiuno. Si accompagna a Di tutte di più condotto da Massimo Lopez, al reality di Alda D’Eusanio Punto e a capo, a quello presentato dal campione d’ascolti di viale Mazzini Carlo Conti, Ritorno al presente, e ancora al Colpo di genio di Simona Ventura.

C’è quindi una difficoltà nell’ideazione di questi varietà, un po’ ripetitivi, ma squadra che perde resta in campo: il programma del Pippo nazionale andrà in onda per altre due settimane. Baudo o non Baudo, la media degli ascolti ottenuta quest’autunno da Raiuno soddisfa gli investitori pubblicitari. E per la rivincita c’è sempre tempo.