Baudo soccorre «Domenica In» ma Boncompagni è perplesso

Pippo studia come salvare il contenitore orfano del calcio che andrà tutto ripensato. Giletti: ci dicano cosa fare

da Roma

Qualche perplessità resta ma la disponibilità di Pippo Baudo a partecipare alla prossima edizione di Domenica in è «totale». Il presentatore siciliano è stato convocato nei giorni scorsi per «salvare» il contenitore domenicale di Raiuno (che comincerà il 2 ottobre). Dopo aver perso i diritti sportivi per trasmettere le immagini salienti della serie A (e di conseguenza Novantesimo minuto), la Rai non aveva ancora trovato una soluzione degna per sostituire la grave perdita. Allora ha fatto ricorso al grande vecchio della Tv, quel Pippo tempo fa buttato fuori dalla Tv di Stato, poi ripescato per lo sfortunato Sabato italiano e ora inseguito come il salvatore della patria.
«Spero si trovi una soluzione - dice Pippo -. Domani ci sarà un incontro con il direttore generale Meocci e il direttore di Raiuno Del Noce per decidere cosa dovrò fare». In un primo tempo, il presentatore aveva respinto l’invito di viale Mazzini. A spingerlo a modificare le sue posizioni la situazione in cui si trova la Tv di Stato. «Voglio aiutare - spiega Pippo - l'azienda che è in difficoltà». A Pippo non piaceva il fatto che nel contenitore ci sia un’ammucchiata di presentatori. Allo stato attuale la prima parte del pomeriggio è affidata a Luisa Corna e Massimo Giletti (che riproporrà la sua arena), mentre nell’ultima - quella dalle 19 alle 20 - sarà protagonista Mara Venier con Cento più Mara, un gioco con cento bei ragazzi sotto la regia di Gianni Boncompagni. E Baudo? Lo spazio rimasto, è quello tra le 18 e le 19. Il più difficile (per dirla tutta un massacro) perché dall’altra parte, su Canale 5, c’è Paolo Bonolis con il nuovo programma-show Serie A, che in pratica sarà il Novantesimo minuto della Tv privata. Difficile però che Baudo si accontenti di un piccolo spazio: quando lui entra in campo non si può porgli dei limiti. Vuole avere la parola su tutto. Di fatti, con il suo ingresso, la direzione di Raiuno ripenserà tutta la domenica pomeriggio. A spiegarlo è il capostruttura di Raiuno Massimo Liofredi che usa una metafora calcistica: «Domenica in è come una squadra di calcio e bisogna lavorare insieme, senza fare torto a nessuno. Per la fascia tra le 18 e le 19 - dice - disponiamo di un format concepito prima che la Rai perdesse i diritti del calcio. Con Baudo ragioneremo con serenità su come agire». Non sarà facile mettere tutti insieme i protagonisti della domenica di Raiuno. Tanti galli in un pollaio, che, magari, litigheranno come l’anno scorso. Per ora le reazioni sono improntate all’attesa. Massimo Giletti non si espone troppo: «Io lavoro, non parlo. L’importante è lavorare e progettare. Il problema è costruire una Domenica In di qualità e difenderla da chi potrebbe abbassarla o da chi ha altre mire». A conferma però che l’ingresso in corsa di Baudo non sarebbe indolore, Boncompagni precisa: «Io e Mara abbiamo un'idea ben precisa per l'ora dalle 19 alle 20. Si può anche cambiare ma è difficile all'ultimo momento».
Oggi su tutto questo si esprimerà il Consiglio di amministrazione Rai. All’ordine del giorno la questione del diritto di cronaca sulle partite di calcio (su cui si esprimerà l’ufficio legale), quei tre minuti di immagini dei gol concessi anche alle reti che non hanno vinto la gara per i diritti sportivi. Il nodo è: possono essere trasmessi già dalle 18 o bisogna aspettare le 20? Nel primo caso Raiuno potrebbe realizzare un tg sportivo di 10-15 minuti, come proposto dal presidente Petruccioli. Al vaglio anche Affari tuoi e la decisione di affidarne la conduzione a Pupo e la questione Teocoli, rimasto senza programmi dopo la «defenestrazione» dal format.