Il Bayern provoca: "L'arbitro non ci piace"

Milano - Il Bayern non lo dice, ma ha paura. Il tecnico Ottmar Hitzfeld professa ottimismo ed è scaramantico contro le statistiche negative per i bavaresi: «Non mi interessano i numeri del passato. Conta il momento attuale e oggi noi abbiamo un gioco in grado di sovrastare il Milan, mentre loro non ce l’hanno». Le assenze degli squalificati Kahn (titolare anche nella prossima stagione) e Van Bommel non sembrano destare preoccupazione. Ecco allora i tanti, troppi elogi (e questo è un evidente segno di paura, anche se nessuno vuole ammetterlo) per il sostituto di Kahn, Michael Rensing considerato il maggior talento tedesco tra i pali che, secondo Hitzfeld, Makaay e il prossimo juventino Salihamidzic (arriverà a parametro zero) ha le qualità per chiudere la propria porta alle bordate dei cannonieri rossoneri.

L’altro segnale di paura arriva dal presidente del Bayern, l’ex interista Karl-Heinz Rummenigge che esprime non poche perplessità sulla designazione dell’arbitro russo Baskakov. «Siamo stupiti per la designazione di un arbitro russo con poca esperienza», afferma Rummenigge. «L’anno scorso nell’1-4 a Milano con i rossoneri un altro arbitro russo (Ivanov, ndr) fischiò a senso unico contro di noi e spero che questa volta non ci siano le stesse conseguenze negative ancora nei nostri confronti. Comunquesono perplesso». Baskakov, internazionale da sette anni, in questa stagione ha diretto quattro gare di Champions e Bosnia-Grecia nelle qualificazioni di Euro 2008.

Il terzo elemento di paura lo dà Kakà e, alla domanda su come fermarlo, Hitzfeld alza gli occhi al cielo e sorride: «Il brasiliano è uno dei migliori centrocampisti del mondo, cercare di fermarlo è più facile a dirsi che a farsi. Noi ci proveremo in campo, poi magari in futuro cercheremo di portarlo al Bayern». Insomma, il giovane brasiliano del Milan, dopo il Real Madrid, sembra proprio aver trovato un altro grosso estimatore. Anche il Bayern lo vorrebbe e vediamo chi sarà il prossimo. «Vincerà chi non commetterà il minimo errore, avrà nervi saldi, condizione fisica, concentrazione », conclude il tecnico tedesco che ha già vinto la Champions col Bayern nel 2001 e col Borussia Dortmund nel 1997. «E noi siamo venuti a Milano per vincere. Per quantro riguarda il modulo tattico, cambieremo a seconda di come cambierà il Milan, ci adatteremo alle esigenze della squadra. In attacco abbiamo Makaay che è un giocatore di grande esperienza e che sa quali sono i punti deboli del Milan».