Bazar e manicure, i nuovi studi di settore

Studi di settore in arrivo per bazar, negozi dell’usato e centri estetici specializzati nel manicure-pedicure. A partire dal 2006 nell’elenco saranno inserite 6 nuove categorie mentre altre 7 saranno revisionate. Continua, dunque, la manutenzione degli studi avviata con la finanziaria dell’anno scorso con l’obiettivo di incrementare il gettito fiscale. In particolare le new entry sono i bazar non alimentari, categoria che comprende anche il commercio al dettaglio di libri e indumenti usati. Anche i centri estetici specializzati nella manicure e pedicure entrano nella lista.
Altre attività sono quelle che interessano i servizi d’impresa e la riparazione dei beni di consumo, i negozi all’ingrosso di prodotti non alimentari e di fibre tessili grezze e semi-lavorate. Infine il gruppo comprende anche le attività tecniche. Le revisioni interesseranno invece le agenzie di viaggio e i tour operator. Anche le agenzie di informazione commerciale, meglio conosciute come agenzie investigative, saranno sottoposte alla rivisitazione dei parametri utili ai fini della definizione dei tributi dovuti. Aggiornamento che interesserà anche le agenzie immobiliari. Inoltre l’evoluzione degli studi di settore interesserà le attività manifatturiere specializzate nella fabbricazione di gomma e plastica e spedizionieri. Complessivamente entro il 15 dicembre arriveranno 402mila nuovi questionari ad altrettanti contribuenti.
Già nella finanziaria dello scorso anno si era partiti c'era stata una prima tranche di evoluzioni e nuovi studi di settore che, secondo le stime del governo, avrebbe fatto incassare 3,8 miliardi di euro quest'anno. Mentre altri 1,8 miliardi dovrebbero entrare dalle novità di quest'anno. Dalle modifiche che saranno introdotte l'anno prossimo sono invece previsti altri 2 miliardi di euro. Ma gli esperti del settore hanno già manifestato le loro perplessità sulle modifiche introdotte lo scorso anno. Secondo i ragionieri commercialisti «non rispecchiano le caratteristiche delle imprese e dei professionisti, prevedono un generale aumento dei ricavi e dei compensi senza tener conto delle effettive situazioni economiche, danno scarsa considerazione alle diverse realtà territoriali e attribuiscono un peso eccessivo, nel calcolo dei compensi professionali, ai costi di struttura». Complessivamente, secondo i ragionieri, tra evoluzioni e nuovi studi le novità interesserano 57 categorie, per l'anno d'imposta 2005, e coinvolgeranno 650.000 contribuenti.