Bazoli: «Banca Intesa pronta a studiare nuove aggregazioni»

«Con Mps non c’è nulla». A Siena i sindacati insorgono contro le ipotesi di fusione. La Fondazione: manterremo il controllo della banca

Marcello Zacché

da Milano

Giovanni Bazoli esce allo scoperto e lancia Banca Intesa, la prima banca italiana, verso nuove avventure. «Siamo in condizioni di pensare a nuove aggregazioni», ha detto ieri il presidente di Banca Intesa, dopo l’assemblea della Mittel. Aggiungendo però, in relazione alle indiscrezioni sul dossier Monte dei Paschi che «in questo momento non c'è nulla».
Una frenata che passa subito in secondo piano, però, rispetto al proposito delle «nuove aggregazioni». Una sorta di ufficializzazione del fatto che Intesa è pronta a giocare da protagonista nel terreno del risiko bancario: «Si è conclusa per noi una fase di raggiungimento di condizioni di forza, di ordine e di disponibilità di mezzi che ci consentono di guardare ad altre operazioni. Siamo in condizioni di pensare ad aggregazioni» ha detto Bazoli. E «c'è la disponibilità dei maggiori azionisti», ha aggiunto, riferendosi in particolare alla Fondazione Cariplo e alle recenti parole del sue presidente, Giuseppe Guzzetti, che si è detto disponibile a favorire un'eventuale aggregazione.
Nessun progetto, però, sarebbe stato vagliato. «Tutte le merchant bank ci hanno offerto dossier completi di tutte le possibili combinazioni - ha detto Bazoli - e un giorno che si volesse verificare la fattibilità ci sarebbero gli elementi necessari, ma non è in base alle indicazioni tecniche che si prendono le decisioni. Le decisioni vengono prese sulla base della convergenza di strategie, di storie e di intesa fra le persone».
Le ipotesi di aggregazione con Mps farebbero allora parte di questi dossier. Ma di certo hanno contribuito, a Siena, a far emergere tutte le problematiche legate al destino dell’istituto toscano. Ieri è stata la volta dei sindacati Fiba, Fisac e Uilca, che in una nota hanno espresso la «più netta e convinta contrarietà» a ogni ipotesi di fusione tra Mps e Intesa, che sarebbe dettata da tutto tranne che da motivi industriali, e che non permetterebbe di «mantenere le specificità delle banche». Una posizione condivisa anche dal circolo La Mongolfiera (che sostiene la candidatura alle comunali dell’ex sindaco Pierluigi Piccini) che a sua volta ha emesso una nota in cui ha bollato l’ipotesi Mps-Intesa come dettata da meri interessi politici locali e nazionali.
Dichiarazioni che hanno spinto la Fondazione Mps a mettere in chiaro che «non esiste alcun progetto» di aggregazione né con Intesa né con altri istituti. Mentre la Fondazione «continuerà ad esercitare pienamente il ruolo di azionista di riferimento» di Mps.