Bazoli: «Capitalia? Intesa resta disponibile»

«I due gruppi sono amici, tra i vertici rapporti buoni». Attesa per il responso di Piazza Affari

Massimo Restelli

da Milano

L’approccio «amichevole» di Banca Intesa, la risposta «armata» di Capitalia: dopo la pausa del fine settimana, Piazza Affari torna a essere giudice della fitta trama di avances e incomprensioni da cui potrebbe nascere un gruppo da oltre 50 miliardi di capitalizzazione. Lo scudo protettivo scelto da Roma (che il 3 marzo ha investito 600 milioni per rastrellare il 2,02% di Intesa) ha ridotto lo spazio di manovra ma il canale diplomatico resta aperto. «Ai nostri occhi non ha molto senso, è come se non avessero creduto alle nostre dichiarazioni», ha confidato al Messaggero il presidente Giovanni Bazoli aggiungendo che quanto accaduto ha tuttavia lasciato «del tutto indifferente» Intesa poiché «non impedisce» di esaminare future operazioni «amichevoli». Presupposto quest’ultimo che il banchiere ha sempre definito fondante per qualsiasi operazione su Capitalia. Dove però, complice alcuni contatti tra i grandi soci dei due gruppi e la pretesa pressione (poi smentita) del Crédit Agricole sul gruppo romano, la situazione è stata letta dall’ad Matteo Arpe come un accerchiamento. La tensione si sta tuttavia stemperando come dimostra il fatto che il top manager di Capitalia ha informato personalmente Bazoli della mossa difensiva permessa dalla legge Draghi. I rapporti tra i vertici restano «più che buoni», ha aggiunto Bazoli con una netta apertura verso Roma: «Se c’è una banca amica di Capitalia è Banca Intesa», ha proseguito il banchiere definendo «assolutamente inattaccabile» il proprio gruppo. Un’allusione, secondo alcuni, indiretta alla situazione di Capitalia, condotta da Arpe a utili difficilmente prevedibili fino a pochi anni fa ma alle prese con il delicato riassetto legato al probabile disimpegno di Abn Amro.
Il banchiere bresciano ha ricevuto un mandato dal patto a valutare le strade per un’acquisizione e resta in attesa di un segnale da Roma ma molto dipenderà dagli equilibri di governance che saranno proposti (si parla di una holding che controlli le due banche) e dall’esito delle inchieste giudiziarie a carico di Cesare Geronzi ora sospeso dalla presidenza di Capitalia. I tempi sembrano allungarsi e la Borsa, a meno di segnali da parte dell’ad Corrado Passera (a Londra per il bilancio di Intesa) potrebbe incassare una parte del guadagno: la scorsa settimana Capitalia è balzata del 7,2% tra scambi per il 10% del capitale.