Bazoli e Geronzi rimandano Telecom a fine mese

I due banchieri hanno pranzato insieme per 2 ore e mezzo parlando anche
di Generali e Rcs. Per il vertice del gruppo di tlc ci vorranno altri
10-20 giorni. Si dovrà trovare un ad di "peso" da contrapporre ad Alierta nel cda

da Milano

Per il futuro vertice di Telecom Italia nulla di fatto. E ora si riparte dal «via»: tutte le candidature finora avanzate tornano in discussione alla ricerca di un candidato forte a cui affidare la guida operativa del gruppo di tlc. È questa la sintesi dell’esito dell’incontro avvenuto ieri tra Cesare Geronzi e Gianni Bazoli, presidenti rispettivamente di Mediobanca e Intesa Sanpaolo, principali partner bancari di Telco, la holding che controlla Telecom.
Come minimo ci vorranno altri 10-20 giorni: si andrà verso la fine mese e dunque nel cda che oggi approverà i conti del terzo trimestre non sono previste grandi novità, salvo la cooptazione di Cesar Alierta e Julio Linares, presidente e dg di Telefonica, altro grande socio di Telco. Ed è proprio per fare da contrappeso ad Alierta nel cda di Telecom che Bazoli e Geronzi hanno concordato il profilo di un capo azienda di peso, pur senza addentrarsi nel valzer dei nomi. Con il quale poi costituire il ticket con il presidente, che potrebbe restare Pasquale Pistorio, o essere Gabriele Galateri.
A tracciare il nuovo percorso è stata una colazione nella foresteria della sede di Intesa Sanpaolo, durata due ore e mezzo. Hanno scelto questa forma per incontrarsi, ieri a Milano, il padrone di casa, Bazoli, e l’ospite Geronzi, ultimi custodi del vecchio e nuovo potere finanziario nazionale. L’uno, Bazoli, bresciano e cattolico banchiere della solidarietà e dell’intervento nei mercati. L’altro, romano e pragmatico erede, al vertice di Piazzetta Cuccia, del «culto» della finanza laica. A quanto è dato a sapere i due si sarebbero incontrati già un’altra volta negli ultimi mesi. E l’idea sarebbe quella di rendere periodici altri futuri contatti tra i due mostri sacri. Divisi su tutto dalla loro storia, ma ora forzatamente uniti nel determinare il futuro di Telecom. Ma anche di Generali, e del Corriere della Sera, essendo entrambi azionisti di grande peso specifico in tutte queste partite.
E nell’incontro, è certo, i due non hanno parlato solo di Telecom. Ma anche di Rcs-Corriere (l’azienda dalla quale il manager voluto da Bazoli, Vittorio Colao, è stato poi allontanato soprattutto per il non-gradimento di Geronzi), e di Generali (compagnia nella quale Mediobanca ha rafforzato il controllo, suscitando la protesta di Intesa, partecipata dalle stesse Generali con il 5%). Per questo Bazoli e Geronzi sarebbero arrivati al tema Telecom concordando finalmente una linea comune. Anche dopo che due candidati pensati da Intesa, quali lo stesso Colao e il capo di Luxottica, Andrea Guerra, non avrebbero incontrato il gradimento di Mediobanca. Per il rinnovo dei vertici di Telecom, a questo punto, ci si attende la convocazione di un cda straordinario più avanti nel tempo.