Bazoli vede Salza sul «caso» Iozzo

da Milano

Incontro a sorpresa giovedì sera a Milano tra Giovanni Bazoli ed Enrico Salza. Sul tavolo del summit tra il presidente di Banca Intesa e quello di Sanpaolo ancora una volta l’assetto di vertice di Intesa Sanpaolo. A dimostrazione della delicatezza della verifica, Bazoli ha dovuto rinunciare a un convegno organizzato dall’Unione degli avvocati europei presso la Fondazione Cini a Venezia dove la sua partecipazione era stata considerata certa fino al primo pomeriggio. Malgrado i soci saranno chiamati ad approvare le nozze Milano-Torino in assemblea straordinaria già venerdì prossimo, la nomina di Alfonso Iozzo alla presidenza della Cassa depositi e prestiti sembra infatti aver rimesso in discussione gli equilibri di comando. Il nuovo incarico di Iozzo alla Cdp, secondo alcune ricostruzioni raccolte dall’agenzia Radiocor, avrebbe dovuto restare riservato almeno fino al primo dicembre, presumibilmente per evitare le polemiche sulla incompatibilità. L’anticipazione non sarebbe stata gradita a Iozzo e a Torino si accavallano le polemiche. Chi sostiene che ci sia incompatibilità tra il doppio impegno di Iozzo in Intesa e alla Cdp, vorrebbe infatti forzare la mano trasformando l’ipotetica uscita di scena del banchiere nel pretesto per rimettere in discussione la spartizione delle leve di comando sia nel consiglio di sorveglianza sia in quello di gestione. L’obiettivo è far pesare di più il modello e gli uomini Sanpaolo, a cominciare dal direttore generale, Pietro Modiano cui è stato riservata, in extremis, la poltrona di direttore generale vicario. In ogni caso, alla prossima assemblea di Banca Intesa sarà sottoposta la lista di cui fa parte Iozzo e il confronto sugli assetti di vertice della nuova superbanca non metterà in discussione il cammino verso la fusione.