Bce, allarme sui conti italiani

L’Fmi chiede azioni politiche per risolvere la crisi. L’ad di Eni, Scaroni: in 3-4 anni quotazioni a 60-70 dollari grazie agli investimenti

da Francoforte

L’Italia chiuderà il 2008 con un deficit sotto il 3%, «ma il disavanzo resterà comunque alto, rendendo necessaria una correzione». La Banca centrale europea giudica «deludenti» i programmi di stabilità dei conti pubblici presentati dall’Italia e da altri Paesi europei, in termini di pareggio di bilancio e riduzione del deficit strutturale. Si tratta di programmi deludenti soprattutto perché alcuni di questi Paesi, Italia compresa, continuano a beneficiare di un gettito fiscale «eccezionalmente robusto», anche se la durata di tale extra-gettito «è tutt’altro che assicurata nel tempo».
Nel Rapporto annuale 2007, la Bce osserva criticamente che larga parte dei tesoretti è stata usata in alcuni Paesi «per alimentare la spesa pubblica». Si stanno così ripetendo gli errori del biennio 2000-2001; «quando si sono erosi i margini di sicurezza»: non appena le condizioni economiche si sono deteriorate, ricorda la Banca centrale di Francoforte, diversi Paesi sono incorsi nella procedura per deficit eccessivo. Per quanto riguarda l’inflazione, la Bce conferma di essere pronta a intervenire, qualora necessario, per evitare che si concretizzino i rischi per la stabilità dei prezzi.