Bce alza i tassi al 4,25% Petrolio, nuovi record

La Bce aumenta i tassi
di interesse dell’Eurozona di 25 punti: &quot;Spinte inflazionistiche sopra i target più del previsto&quot;. Trichet ai governi europei: &quot;Non abbiamo bisogno di consigli&quot;. Il greggio vola <strong><a href="/a.pic1?ID=273539" target="_blank">e Mosca prevede nuovi rialzi</a></strong>

Francoforte - Nel giorno in cui i mercati europei segnano la peggior prestazione da circa tre anni, il consiglio direttivo della Bce decide di aumentare i tassi di interesse dell’Eurozona di 25 punti base. Il tasso di riferimento sale al 4,25%, il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento al 5,25% e quello sui depositi presso l’istituto al 3,25%. Intanto il petrolio continua a macinare record senza soluzione di continuità: al Nymex il derivato sull’oro nero supera i 145 dollari al barile sulla scia delle prospettive di un rialzo dei tassi da parte della Bce e conseguentemente della debolezza del dollaro. A spingere gli acquisti di greggio anche il "sell off" sui mercati azionari internazionali.

La mossa di Trichet La Bce rialza i tassi di un quarto di punto, portandoli al 4,25%, il massimo dal settembre 2001 ma il numero uno dell’istituto, Jean Claude Trichet, non ipoteca nuovi aumenti del costo del denaro nel futuro più immediato, preferendo tenersi le mani libere. "Abbiamo preso una decisione unanime - spiega il numero uno della Bce - che contribuirà a garantire il nostro obiettivo della stabilità dei prezzi". "A partire da adesso - aggiunge - non ho pregiudizi" e "non intendo pre-impegnarmi nel medio termine" a futuri rialzi. Le parole di Trichet, anche perché prive di formule impegnative come "massima allerta" o "forte vigilanza" sui prezzi, usate nell’ultimo mese per preparare i mercati a un aumento dei tassi, vengono interpretate come un segnale di prudenza e, dunque, come un tentativo della Bce a non impegnarsi in futuro a proseguire sulla strada di nuovi aumenti dei tassi. La Bce, spiega il governatore, "continuerà a monitorare da vicino la situazione" nel medio termine. E aggiunge: "Faremo ciò che è necessario per garantire la stabilità dei prezzi e ancorare le aspettative di inflazione". Insomma, il numero uno dell’Eurotower mantiene alta la guardia sull’inflazione, sostenendo che i prezzi "continuano a salire" e che il rialzo è "maggiore di quanto inizialmente previsto".

Rischi alla stabilità dei prezzi "I rischi alla stabilità dei prezzi restano al rialzo e sono aumentati ulteriormente negli ultimi mesi". Questi rischi per Trichet includono la possibilità di ulteriori rincari dei prezzi del petrolio e dei beni alimentari. Inoltre, la Bce si dice "molto preoccupata" del fatto che l’aumento dei salari possa "aggiungere effetti di secondo livello" sui prezzi. Intanto, anche la banca centrale svedese ha deciso di rialzare oggi di un quarto di punto i tassi, portandoli al 4,50% e pre-impegnandosi a due nuovi rialzi entro l’anno. E lo stesso ritocco ha apportato la banca centrale della Danimarca per collocare il costo del denaro al 4,6 per cento.

Una decisione attesa da un anno La decisione, presa dal Consiglio direttivo che si è riunito a Francoforte, era ampiamente attesa e scontata dai mercati, dopo che il mese scorso il presidente Jean-Claude Trichet aveva esplicitamente avvertito di questa possibilità, cogliendo allora di sorpresa gli operatori. Restano invece tutte da chiarire le intenzioni dell’Eurotower per i mesi futuri. Fino a pochi giorni fa lo stesso Trichet e diversi esponenti della Bce avevano precisato che questa singola mossa non preludeva all’avvio di una vera e propria manovra restrittiva, fatta di rialzi in serie. Tuttavia l’andamento dell’inflazione non è confortante, e ancor meno quello delle sottostanti componenti che creano pressioni al rialzo sui prezzi, petrolio innanzitutto, ma anche materie prime in generale e beni alimentari.

Le borse europee confermano il calo Il tonfo di Wall Street che ieri ha conclamato l’ingresso del DJ nella cosiddetta fase dell’Orso, l’ennesimo record del prezzo del greggio balzato sopra i 245 dollari al barile e la prosettiva di una stretta monetaria, sono solo tutti elementi che condizionano i mercati, oggi di nuovo in calo. Benchè sia già scontato il taglio odierno da parte della Bce di 25 punti base portando al 4,2%% i costo del denaro, le Borse continuano a soffrire. Al termine di una mattinata tutta giocata al ribasso il Mibtel cede l’1,17% e lo Spmib lo 0,97%. Maglia nera d’Europa Amsterdam a -1,7%, mentre le rimanenti contengono il calo sotto l’1%. Nel pomeriggio attesi dati Usa sul mercato del lavori e l’indice Ism servizi. Scambiati 1,4 mld di controvalore.