La Bce avverte: «Investitori esposti a maggiori rischi»

Il pericolo è quello di un «brutale assestamento» dei mercati dopo anni di caccia ai rendimenti. E gli hedge fund finiscono sotto accusa

Rodolfo Parietti

da Milano

Un avvertimento agli investitori, per i quali i rischi sono aumentati dopo oltre due anni di «caccia ai rendimenti»; e una bacchettata agli hedge fund, la cui politica aggressiva mal si coniuga con la trasparenza. La Banca centrale europea scende in campo sul terreno (minato) dei mercati finanziari, presentando la Financial stability Review, pubblicazione semestrale che arriva con grande tempismo dopo le tre settimane di passione vissute dalle Borse internazionali, tra ripetuti ribassi che hanno investito in particolare l’Estremo Oriente.
L’istituto guidato da Jean-Claude Trichet traccia uno scenario preoccupato, appena temperato dalla constatazione che la «forza e la capacità di ripresa del sistema finanziario europeo hanno continuato a migliorare» nel primo semestre. Ma l’attenzione è soprattutto concentrata sui comportamenti tenuti dagli investitori. E non solo da quelli istituzionali. Francoforte rileva come comune tra i piccoli e i grandi soggetti la ricerca globale del rendimento. Quindi anche sui mercati più esposti alla possibilità di rovesci. Un agire, agevolato da tassi di ritorno a lungo termine e senza rischi e dall’abbondante liquidità, che potrebbe aver portato gli investitori «a sottostimare i rischi» o ad averne assunti «in modo eccessivo». Anche se le probabilità sono al momento ridotte, l’Eurotower mette in conto il pericolo di un «brutale assestamento» delle quotazioni. Così come potrebbe verificarsi un «improvviso deterioramento dell’appetito di rendimenti» tale da compromettere la domanda di titoli statunitensi. Con conseguenze, visto lo stato dei conti federali e delle partite correnti Usa, di proporzioni non immaginabili.
Il focus della banca centrale si sofferma però anche su alcuni fenomeni che stanno via via prendendo piede sulla scena finanziaria mondiale. Tra questi, i Credit risk transfer (Crt), ovvero i trasferimenti dei rischi di credito, da tempo monitorati dal G10 e tra le aree di intervento preferite dagli gli hedge fund. La Bce non manca infatti di sottolineare come questi fondi, caratterizzati da scarsa regolamentazione, operino con modalità «piuttosto opache» e con architetture contrattuali complesse che comportano «oscure» redistribuzioni dei rischi. Tutto ciò costituisce un pericolo: perchè proprio «la fame di rendimenti» ha attirato negli ultimi anni gli investitori.