Bce: "Mancano misure per il taglio della spesa"

Nel bollettino mensile l'istituto invita l'Italia a mantenere gli impegni presi per il risanamento del debito pubblico: la crescita del pil potrebbe rivelarsi "più debole" delle stime. No ai salari legati all'inflazione

Francoforte - Niente di buono dal bollettino mensile della Banca centrale europea. Nel 2008 la crescita del pil in Eurolandia dovrebbe proseguire anche se a ritmi inferiori rispetto al 2007. E l'Italia? Niente da fare: il ritorno a una solida posizione di bilancio "è posto a repentaglio" dal rischio che la crescita del pil si riveli "più debole" delle stime. Non solo. Invitando il Bel Paese a rispettare gli impegni presi per il risanamento del debito pubblico, la Bce accusa il governo di aver "mancato" l'attuazione di misure che taglino la spesa.

La situazione italiana La "mancanza di misure specifiche di riduzione della spesa accresce l’incertezza sulle prospettive di risanamento dell’Italia". La Bce tiene gli occhi puntati sul Bel Paese che invita a proseguire sulla strada del risanamento. Per l'istituto di Francoforte i progressi sono stati ottenuti grazie "al venir meno di fattori che avevano accresciuto il disavanzo nel 2006, a effetti base positivi e all’andamento favorevole dell’entrate". Tuttavia, il ritorno a una solida posizione di bilancio sarebbe "posto a repentaglio" dal rischio che la crescita del pil si riveli "più debole" delle stime. Da qui l'importanza di intervenire con norme mirate al taglio della spesa. Insomma, un'incertezza che porta l’aggiustamento per il 2008 a non essere sufficiente per "realizzare un miglioramento del saldo strutturale dello 0,5% del pil fissato dal patto". Nel programma di stabilità italiano non è, infatti, previsto il raggiungimento dell’obiettivo di medio termine di un pareggio di bilancio entro il 2010. Inoltre, "il prospettato ritorno a una solida posizione di bilancio è posto a repentaglio dal rischio che la crescita del pil in termini reali si riveli più debole di quanto stimato".

No all'indicizzazione dei salari Per preservare la stabilità dei prezzi e quindi il potere di acquisto dei cittadini dell’area euro occorre evitare "forme di indicizzazione" delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo: è quanto ritiene la Bce spiegando che questo "comporterebbe il rischio di choc al rialzo sull’inflazione". Il Consiglio direttivo della Bce segue, infatti, "con particolare attenzione" le trattative salariali all’interno dell’area. A tale riguardo, nutre timori sull’esistenza di "forme di indicizzazione delle retribuzioni nominali ai prezzi al consumo" da cui potrebbero derivare choc al rialzo sull’inflazione. "Ciò innescherebbe una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull’occupazione e sulla competitività nei paesi coinvolti", spiegano i tecnici di Francoforte chiedendo che siano "evitate tali forme di indicizzazione".

Controllo dell'inflazione La Bce resta focalizzata sui rischi inflazionistici che minacciano l’area dell’euro, dove i fondamentali dell’economia permangono "solidi", con una crescita economica che appare orientata a proseguire, sebbene con un rallentamento a seguito della generale frenata dell’economia globale. Le perduranti tensioni dei mercati mondiali comportano un "elevato livello di incertezza" per le prospettive di crescita, ma proprio in questo contesto il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo costituisce per la Bce "un obiettivo primario". La scorsa settimana la Bce ha deciso di lasciare invariato al 4% il costo del danaro, livello confermato per il nono mese consecutivo, mentre oltre Atlantico la Federal Reserve ha tagliato di oltre due punti i tassi di interesse dalla scorsa estate, per scongiurare i rischi di recessione economica a ricaduta della crisi finanziaria innescata dai mutui subprime. La Bce non lascia presagire variazioni sui tassi a breve termine, mentre ribadisce il suo orientamento che assegna "la massima priorità" a un "solido ancoraggio" delle attese di inflazione di cittadini e imprese su livelli ritenuti coerenti con la stabilità dei prezzi.