Bce: riforme o Italia a rischio deficit

"Le misure di risanamento dei conti pubblici e la riforma sulle pensioni non sono più rinviabili"

Francoforte - L'Italia rischia di non farcela a tenere fede ai propri impegni sul disavanzo se non attuerà, al più presto, adeguate misure di risanamento. E devono essere riforme strutturali, compresa quella delle pensioni. A lanciare l'allarme è la Banca centrale europea, attraverso il suo bollettino mensile, nel quale scrive che "qualunque ritardo nella correzione sostenibile dei disavanzi eccessivi può concorrere alla percezione di un indebolimento della sostenibilità dei conti pubblici. Di conseguenza - prosegue il Bollettino - se dovessero concretizzarsi i rischi per il rispetto degli impegni di tali paesi, si renderà assolutamente necessario adottare i provvedimenti opportuni previsti dalla procedura per i disavanzi eccessivi". Anche il Portogallo corre gli stessi rischi dell'Italia.

Subito misure di risanamento "I saldi di bilancio superiori alle attese nel 2006 e possibili ulteriori entrate impreviste nel corso di quest'anno - aggiunge la Bce - vanno utilizzati per accelerare il risanamento". La Banca centrale sottolinea poi che "l'esperienzia ha dimostrato che occorre resistere con fermezza alla tentazione di allentare il contenimento della spesa, ritardare le necessarie riforme e perseguire politiche procicliche in una fase espansiva". Le misure di risanamento dei bilanci, osserva l'Istituto di Francoforte, "hanno le migliori possibilità di riuscita quando si basano su una strategia di riforma credibile e organica, mirando soprattutto a ridurre la spesa anziché a incrementare l'incidenza delle entrate in rapporto al pil". Le prime indicazioni, evidenzia la Bce, per quanto riguarda i conti pubblici, "confermano che nel 2006 gli andamenti nell'area dell'euro sono stati relativamente favorevoli, sulla scorta di una forte crescita del pil e di entrate inattese. È ora - sottolinea - essenziale che il miglioramento delle finanze pubbliche mantenga questo slancio e che il ritmo di risanamento aumenti nel 2007 e nel 2008 affinché tutti i paesi dell'area dell'euro raggiungano al più presto l'obiettivo a medio termine di una solida posizione di bilancio".

Rischio inflazione La Bce rinnova l'appello alle parti sociali dei paesi dell'area dell'euro affinché dimostrino senso di responsabilità nelle trattative salariali. E nel suo ultimo bollettino mensile sottolinea che se si assiste a un miglioramento del mercato del lavoro, non bisogna dimenticare che la disoccupazione resta elevata, mentre la competitività di prezzi dei paesi è sotto pressione. I banchieri centrali Ue potrebbero temere che in una fase di economia positiva, con la disoccupazione in calo, la dinamica di crescita delle buste paga possa subire accelerazioni tali da alimentare le pressioni al rialzo sull'inflazione. Pressioni inflazionistiche che costringerebbero la Bce a rafforzare la sua manovra restrittiva sui tassi di interesse, per evitare destabilizzazione dei prezzi sul medio termine rispetto all'obiettivo di un'inflazione "prossima ma inferiore al 2% annuo".