La Bce taglia: non i tassi, ma la crescita 2008

Borse ancora sotto pressione dopo i conti Intel La Fed: economia a passo lento

da Milano

La Bce è pronta tagliare: non i tassi, bensì le stime 2008 sulla crescita, che potrebbero essere riviste al ribasso in marzo. Un’altra cattiva notizia per i mercati, già alle prese con i venti di recessione che soffiano sugli Stati Uniti, dove le stime di Intel sul primo trimestre dell’anno in corso hanno confermato la delicatezza del ciclo congiunturale.
L’Eurotower, finora arroccata su posizioni di assoluta rigidità nel tentativo di stemperare l’inflazione, sembra insomma prender atto, per la prima volta, dell’esistenza di un processo di rallentamento. Uno dei componenti il board dell’istituto, il lussemburghese Yves Mersch, ha anticipato ieri a Bloomberg che quest’anno l’espansione rischia di essere «al di sotto del 2%». Dunque, a un livello inferiore al potenziale della euro zona. Mersch ha anche usato un termine - flessibilità - parlando dell’evoluzione della politica monetaria: sui tassi l’istituto interverrà «se necessario», ma «manterrà tutta la flessibilità per valutare se c’è una necessità» di volta in volta. Secondo alcuni analisti, queste parole potrebbero indicare un cambiamento nell’orientamento restrittivo richiamato con forza dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nella riunione della scorsa settimana.
Le Borse europee non sembrano comunque dar troppo credito a quest’ipotesi. Solo l’euro ha fortemente risentito delle dichiarazioni di Mersch, scivolando sotto quota 1,47 dollari (minimo a 1,4677), mentre i listini hanno accusato il colpo dopo le notizie diffuse da Intel, i cui utili sono saliti del 51% nel quarto trimestre, ma il fatturato è stato inferiore alle aspettative. Fatto ancora più importante, nel periodo gennaio-marzo 2008 il gigante dei semiconduttori prevede ricavi per 9,4-10 miliardi e un margine lordo del 56%. Gli analisti si aspettavano 10 miliardi. I mercati non sono così riusciti a risalire la china dopo il tracollo di martedì, scandito da ribassi tra il 2 e il 3%. A limitare i danni nel Vecchio continente è stata solo Milano (meno 0,32%), mentre Parigi ha perso circa mezzo punto percentuale e le piazze rimanenti oltre l’1%. Sofferta anche la giornata del Nasdaq (meno 0,9%), il listino più direttamente coinvolto dal caso-Intel, mentre il Dow Jones (meno 0,3%) ha limitato i danni anche grazie alla trimestrale di JP Morgan che, pur annunciando un calo degli utili più marcato del previsto, ha proceduto a svalutazioni inferiori alle stime.
Le Borse restano concentrate sulle prossime mosse della Fed, dopo che Bernanke non ha escluso «misure aggressive» sui tassi per evitare la recessione. Il Beige Book diffuso ieri sera ha confermato che l’economia cresce, ma «a un passo più lento». Il Fmi ha intanto reso noto che le perdite provocate dalla crisi subprime «potrebbero essere peggiori di quanto atteso».