Bce, tassi al 4% Possibili altre strette entro fine anno

da Milano

«La Bce ha tutte le opzioni aperte in futuro per fare ciò che ritiene necessario allo scopo di contrastare ogni rischio per la stabilità dei prezzi». È il commento con cui il presidente Jean-Claude Trichet ha accompagnato la decisione, prevista, di far salire il costo del denaro al 4 per cento. No comment, invece, su qualsiasi ipotesi di un nuovo ritocco verso l’alto a settembre anche se, secondo la Bce, i tassi restano sul «versante accomodante». A parere degli analisti, l’Eurotower entro fine anno potrebbe infatti optare per ulteriori rialzi, fino a chiudere il 2007 al 4,25% o addirittura a un massimo del 4,50% se la crescita dovesse risultare particolarmente sostenuta.
Quello deliberato ieri è l’ottavo aumento dei tassi da un anno e mezzo a questa parte. Il provvedimento, in vigore dal 13 giugno, ha difatto raddoppiato il saggio d’inizio dicembre 2005, nel momento in cui l’Eurotower aveva avviato l’attuale manovra di progressiva rimozione dello stimolo monetario alla crescita.
Da Francoforte è intanto partito un appello alle parti sociali in merito agli aumenti salariali: bisogna «evitare gli eccessi», ha detto Trichet, perché rischiano di «alimentare le pressioni inflazionistiche e minare il potere d’acquisto di tutti i cittadini dell’area euro». Non è certo la prima volta che su questo capitolo la Bce fa sentire la sua voce, ma precedentemente si era limitata a chiedere «moderazione» e «senso di responsabilità» alle parti. È stata anche rinnovata l’esortazione a «tutti i Paesi» dell’area, affinché sfruttino l’attuale fase positiva dell’economia, e le extra entrate (il famoso «tesoretto» italiano), per risanare i conti pubblici. Secondo i banchieri centrali la ripresa appare consolidata ed è destinata a proseguire: per quest’anno i tecnici dell’Eurotower prevedono un’espansione del Pil tra il 2,3 e il 2,9%, mentre per il 2008 indicano una forchetta dell’1,8-2,8 per cento. E questo mentre sull’inflazione «continuano a prevalere i rischi al rialzo», ha avvertito Trichet. Nel 2007, rileva la Bce, il caro vita si attesterà tra l’1,8 e il 2,2%, con una lieve revisione al rialzo rispetto alle stime precedenti, mentre è stata confermata la previsione per il 2008, peraltro più significativa per capire quali siano le basi previsionali che l’istituzione di Francoforte utilizza per effettuare le sue valutazioni sulle prospettive dell’area. Per il prossimo anno la stima è che il caro vita si attesterà tra l’1,4 e il 2,6%. Il valore mediano (2%) risulterebbe quasi all’interno dell’obiettivo ufficiale: inflazione «inferiore, ma prossima al 2% su base annua». In Italia critiche «bipartisan» al rialzo dei tassi: per Pierluigi Borghini (Fi) la decisione deprime la crescita dell’industria Ue, mentre il ministro per la Solidarietà, Paolo Ferrero, parla di «scelta sbagliata e dannosa».