Bce: "Timore per i conti dell'Italia" Padoa-Schioppa: la spesa cresce

Preoccupazione di Trichet sull'andamento dei conti pubblici di alcuni paesi, tra cui l'Italia. Il ministro dell'Economia: &quot;Rispettiamo gli obiettivi&quot;. Ma Forza Italia lancia l'allarme: &quot;Il deficit del 2008 non sarà al 2,3% bensì al 3,6%, e se verrà abrogata la riforma Maroni salirà al 4%. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=190684">i Comuni dichiarano guerra</a></strong> a Prodi. <a href="/a.pic1?ID=190685"><strong>Tassa Soru in Sardegna, ricorso alla Ue </strong></a>dell'unione consumatori

Roma - La Banca centrale europea esprime "preoccupazione" sulle prospettive dei conti pubblici di "alcuni paesi" di Eurolandia che stanno "allentando i precedenti obiettivi concordati sul percorso di risanamento". Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, durante la conferenza stampa a seguito della riunione di oggi del Consiglio direttivo. Il richiamo, ha precisato, riguarda "tutti quei paesi" in cui si registra misure che potrebbero indebolire gli obiettivi concordati assieme agli altri partner. Obiettivi su cui si cono impegnate anche Francia e Italia, ha rilevato Trichet.

La Bce: non allentare la riforma delle pensioni Secondo Trichet sulle riforme bisogna essere coraggiosi. "Noi siamo coscienti di tutte le difficoltà che implicano. La Bce supporta tutte le riforme strutturali che migliorano il funzionamento del mercato, e favoriscono la crescita economica e del mercato del lavoro. Tutto quello che non va in questa direzione non è raccomandabile".

"L'Italia mostri coraggio nelle riforme" L’Italia deve continuare a mostrare il "coraggio" di procedere sulla strada delle riforme strutturali anche se "sappiamo che non sono facili". Rispondendo alle domande dei giornalisti, Trichet ha sottolineato che a Francoforte "incoraggiamo e sosteniamo tutte le riforme strutturali dei governi dell’area dell’euro" che hanno lo scopo di "migliorare il funzionamento del mercato, del mercato del lavoro e la crescita economica". Trichet ha preferito, però, non entrare nel merito di una domanda riferita in particolare alla riforma pensionistica italiana.

Padoa-Schioppa dichiara guerra all'Ue: sono ultrà dei conti "Noi riteniamo di essere non nell’ortodossia ultrà di Brexelles, ma di restrare nei dettati Ue perché rispettiamo e miglioriamo gli obiettivi per il 2007: eravamo impegnati a fare il 2,8% del rapporto deficit/pil e faremo il 2,5%, e continuiamo nell’azione di equità e sviluppo". Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, illustrando il Dpef nel corso di una audizione parlamentare. "Se dovessimo seguire l’ortodossia ultrà di Bruxelles - aggiunge il ministro - non dovremmo toccare nulla del deficit tendenziale al 2,1% nel 2007 e addirittura fare un aggiustamento di 10 miliardi nel 2008".

"La spesa pubblica cresce più del previsto" È la preoccupazione che esprime il ministro dell’Economia davanti ai parlamentari delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. "Ci sono spese che hanno una dinamica superiore a quella che prevedevamo in marzo, in parte - spiega il ministro - per effetto di decisioni parlamentari come la modifica del ticket, in parte per decisioni politiche come la riapertura, dopo una prima conclusione, della negoziazione del contratto del pubblico impiego e per la dinamica dei tassi di interesse che aumenta la spesa per interessi".

Il ministro ammette: "Pressione fiscale troppo alta" "Spendiamo 5 punti di pil per il servizio del debito; abbiamo una spesa per le pensioni di 2 punti più alta della media Ue" e mancate entrate fiscali pari a 7 punti di pil: tanto che la "pressione fiscale è più un problema per la maldistribuzione che per livello assoluto. E' un problema che dobbiamo assolutamente affrontare".

"Tra un anno il Dpef verrà lodato" Così com’è accaduto per il Dpef dell’anno scorso, il destino del Documento presentato dal Governo per il quadriennio 2008-2011 è quello di essere apprezzato ad un anno di distanza. Molte persone che l’anno scorso criticarono il Dpef ora lo apprezzano. Ci vuole evidentemente un anno di tempo per apprezzarlo - ha detto - quindi sono convinto che l’anno prossimo questo Dpef verrà lodato".

Forza Italia: "I dati sul deficit nel Dpef sono falsi" I dati sul deficit tendenziale del 2008 contenuti nel Dpef sono "falsi": non sarà al 2,3% bensì al 3,6%, anzi al 4% se verrà abrogata la riforma Maroni. È quanto ha sostenuto Forza Italia in una conferenza stampa a cui hanno preso parte Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto, Renato Brunetta, Elio Vito, Giulio Tremonti e Francesco Forte. È stato proprio quest’ultimo a spiegare i dati: "Le cifre del Dpef non sono vere. il bilancio a legislazione vigente del 2008 non tiene conto di una serie di provvedimenti che entrano in vigore l’anno prossimo, per esempio quelli sul pubblico impiego. Insomma è un falso in bilancio".

Per l’economista quindi, tenendo conto anche delle nuove spese sociali, il deficit del 2008 sarà al 3,6%, per scendere al 3,2% solo nel 2010, e al 2,8% nel 2011 anno in cui invece il governo prevede il pareggio di bilancio. "Questo falso in bilancio può peggiorare", ha incalzato Brunetta. "Il tendenziale 2008 viene calcolato sulla base della vigenza della riforma Maroni-Tremonti, che vale 3 o 4 decimali di punto. Ma in queste ore il governo la sta smontando". Insomma, "probabilmente il deficit sarà più vicino al 4% che non all’1,5% che ci viene chiesto dall’Ue".

Tremonti: da settembre tasse più alte Da settembre gli italiani cominceranno a pagare molte più tasse sul riscaldamento, sulla benzina, sui consumi. Questo interessa alla gente e per la gente si prospetta una vita più brutta. «Le criticità del Dpef - ha affermato Tremonti - sono riconosciute dal governo. Se si guarda al rapporto deficit/pil il governo parla di un rapporto del 2,7%, nel 2008 il dato scende al 2,2%. Prodi parla di un risanamento epocale, non ho mai visto un risanamento epocale con un deficit che resta invariato. Nel 2007 - continua l’ex ministro dell’Economia - ci sarà un effetto peggiorativo causato dal fallimento di alcuni strumenti di controllo".

Bondi: "Così si va alla rovina" Una politica economica "schizofrenica, stile montagne russe, che fra l’altro è all’origine dei contrasti fra le anime della sinistra. Così si va alla rovina". A stroncare le scelte del ministro dell’economia, Tommaso Padoa-Schioppa, è il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: «"Nl 2006 c’era il disastro dei conti pubblici, poi con il dpef sono state annunciate riforme strutturali e contenimento della spesa", smentite dalla finanziaria, "unico esempio in Europa di aumento sia delle tasse che delle spese".