Bce: vigilare su prezzi e conti pubblici

Nel bollettino di agosto, l'istituto di Francoforte avverte sui rischi di rialzo nel medio periodo. Allarme per settembre. E chiede a Eurolandia di non far concretizzare il pericolo di un'inflazione troppo alta

Francoforte - "Resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo". Nel bollettino mensile di agosto la Bce lancia un monito: ci sono ancora "rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio-lungo periodo". Il rincaro del petrolio, il profilarsi di vincoli di capacità e il potenziale rafforzamento della dinamica dei salari e dei costi, rileva l’istituto di Francoforte, "avvalorano, unitamente ad altri fattori, la precedente valutazione del Consiglio direttivo secondo cui vi sono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio periodo".

Vigilare per non correre rischi L’esistenza di tali rischi, sottolinea la Bce, "trova conferma nel vigore dell’espansione monetaria di fondo". Pertanto "è essenziale vigilare con molta attenzione per evitare che si concretizzino rischi per la stabilità dei prezzi nel medio periodo. Ciò, a sua volta, concorrerà ad assicurare che le aspettative d’inflazione a medio-lungo termine nell’area dell’euro restino saldamente ancorate su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi".

Condizioni di finanziamento favorevoli Come sottolineato in passato, ricorda l’Istituto di Francoforte, "questo costituisce un presupposto affinchè la politica monetaria continui a contribuire ad una crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro nell’area". Alla luce del contesto economico attualmente positivo nell’area dell’euro "la politica monetaria della Bce si connota ancora come accomodante. Nel complesso perdurano condizioni di finanziamento favorevoli, una vigorosa crescita di moneta e credito e una situazione di liquidità abbondante".

Espansione dell'euro Il protrarsi della forte espansione della moneta, rileva la Bce, "trova riscontro nella prosecuzione della solida crescita di M3, che in giugno si è collocata al 10,9% sui dodici mesi, nonchè nei ritmi di incremento del credito tuttora elevati. Questa perdurante evoluzione della moneta e del credito rispecchia in parte condizioni di finanziamento favorevoli e una vigorosa espansione economica".  Secondo la Survey of Professional Forecastres, il pil di Eurolandia crescerà nel 2007 del 2,7%. Gli esperti hanno quindi rivisto al rialzo le stime per l’anno: nella precedente indagine, condotta nel secondo trimestre, infatti, la crescita era stimata al 2,5%.

Rischi di mutui sub-prime in Europa La Bce inoltre sottolinea che anche in Europa potrebbero esserci rischi per mutui sub-prime. "Il mercato mondiale dei prestiti a elevata leva finanziaria, ivi compreso un ampio segmento europeo, mostra alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta avversa nel ciclo del credito".

Medio e lungo periodo Nell’individuare e nel valutare le tendenze di fondo della crescita monetaria e creditizia, rilevanti ai fini della politica monetaria, sottolinea l’Istituto di Francoforte, "è importante guardare oltre la variabilità di breve periodo, gli effetti delle variazioni nell’inclinazione della curva dei rendimenti e altri fattori di probabile carattere transitorio. In questa prospettiva maggiormente orientata al medio periodo si riscontrano diverse indicazioni del fatto che l’aumento dei tassi di interesse a breve influisce sulla dinamica monetaria, pur non avendo finora significativamente attenuto il vigore complessivo dell’espansione di fondo di moneta e credito".