«To be or not to be», la dimensione del dubbio

Il gioco del teatro e l'amore per arte e poesia sono, per una volta, gli ingredienti giusti per affrontare la verità della storia e le vicende quotidiane. E' il messaggio che volle trasmettere Melchior Lengyel attraverso una commedia che non vide mai luce se non nella sua versione cinematografica, dapprima con Ernst Lubitsch nel '42 e, successivamente, negli anni ’80 con Mel Brooks. Fino al 3 maggio, invece, To be or not to be prenderà vita al Teatro Manzoni, grazie all'abile elaborazione di Maria Letizia Compatangelo. La verve e la raffinatezza di Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzuccato, poi, saranno gli ingredienti fondamentali che accompagneranno le peripezie vissute da una compagnia di teatro nella Varsavia del Nazismo. Diretto da Antonio Calenda lo spettacolo è una divertente commedia arricchita da canzoni composte per l'occasione da Nicola Piovani. In un continuo altalenarsi tra l'essere e il non essere, la commedia, nata con l'intenzione di dipingere l'incubo hitleriano attraverso un accattivante linguaggio comico, conserva sulla scena l’impronta di un testo comunque efficace. Calenda mette in moto un raffinato meccanismo di ritmi vorticosi, battute graffianti e trasformismi. «Il titolo - spiega il regista - è emblematico; è una delle battute cardine della conoscenza e del dubbio che si confà perfettamente anche all'oggi. Se la compagnia di teatranti impegnati sulla scena per dare vita all'"Amleto" riesce, attraverso la cultura e l'arte della finzione, a farsi beffa del nazismo, oggi, quando la dimensione culturale rischia di essere spazzata via dall'indifferenza, il teatro è lo strumento che, officiando un rito, rende omaggio all'arte». Giuseppe Pambieri, nei panni di Ian Tura, primo attore della compagnia, continua imperterrito ad interpretare il Principe di Danimarca: «Il mio personaggio - racconta Pambieri - è molto divertente, vanesio, spensierato, chiuso nel mondo teatrale e nella sua ingenuità. Se Mel Brooks, secondo me, è stato troppo comico nella sua interpretazione cinematografica, io ho cercato di dar vita a questo personaggio misurandone le caratteristiche». A Pambieri, puro uomo di teatro, è stata affiancata la grande Daniela Mazzuccato che, prestata alla prosa, sa far divertire il pubblico con intelligenza. «Non è un caso - conclude Calenda - se contemporaneamente all’allestimento italiano, anche a Broadway ha debuttato un'altra versione teatrale diretta da Casey Nicholaw, registrando un flop. Noi abbiamo gli interpreti che sanno incarnare la lettura moderna e fedele dell'autore offerta da Maria Letizia Compatangelo, brava ad aver rielaborato il tutto rendendolo impagabile».