Beati gli umili

Ci fosse un solo magistrato, ogni volta, che si sentisse chiamato in causa dalle critiche del Capo dello Stato. Capitava anche ai tempi di Mani pulite: «Mica ce l’aveva con noi», rispondevano i pool di turno. E se adesso Ciampi ha criticato i tempi insostenibili della nostra giustizia, suvvia, è chiaro che non poteva riferirsi per esempio al caso di Domenico Morrone, pescatore incensurato e imprigionato per 15 anni prima di essere assolto. È chiaro che non si riferiva alla gelida e stupefacente intervista, rilasciata il giorno prima dell'intervento di Ciampi, da Vincenzo Petrocelli, il magistrato che aveva condannato Morrone in primo grado. Quest'ultimo si è sempre detto innocente: «È stato trattato come tutti gli altri imputati». E allora che cosa non ha funzionato? «In base agli elementi che avevo raccolto io, a sostegno di quell’imputazione non mancava nulla. In primo grado è stato fatto un processo come si deve». Cioè ha funzionato tutto. Ma un innocente incarcerato per 15 anni non si dovrebbe lamentare? «Io sono stato soltanto il primo di una serie di magistrati che hanno concluso per la sua colpevolezza». La madre di Morrone e alcuni vicini di casa, peraltro, erano stati condannati per falsa testimonianza: «Riguarda le fasi successive». Capito. E che dire? Bravo. È andato tutto bene. Com’era la battuta dell’operazione riuscita e del paziente morto?