Beatrice, la contessina che parla di precari e poi fila a Montecarlo

«Nome: Beatrice. Cognome: Borromeo. Misure: 86-61-88». Se cliccate sull’enciclopedia internazionale delle modelle (fashionmodeldirectory.com), il sito americano vi guiderà nelle più recenti conquiste della neopaladina della libertà d’informazione. «Segni particolari: partecipa, competed, al premio Elite Model Look; il suo antenato è Saint Carlo Borromeo, who lived in Milan nel VI secolo; è friend della modella Eva Riccobono; e da ultimo, è stata nel cast dell’italian television show Annozero, by Michele Santoro» (che detto così sembra la versione americana della Ruota della fortuna). Evidentemente oltreconfine faticano ancora ad inquadrare la svolta partigiana della contessa teenager. Che oggi partecipa ai convegni sul giornalismo d’inchiesta, tuona contro la censura in Rai, si dichiara «atea e di sinistra», seguace di «uomini indipendenti come Oliviero Beha, Lirio Abbate, Giovanni Sartori», mentre fino all’altroieri conosceva solo Just Cavalli, Blumarine, Valentino e Ralph Lauren. Per questo su internet la chiamano «la miliardaria annoiata», «la nobile comunista», quella che anche se le chiedi l’ora ti risponde che «anch’io vado alla posta, faccio la spesa, prendo il tram e ho fatto il liceo statale, cosa credi?».
Per la bionda contessa Cipputi che annuncia, «sposerei un metalmeccanico», ma poi è così scalognata da beccarsi il figlio della principessa di Monaco, o tutt’al più l’imprenditore Tommaso Buti, ex della Arcuri e di Francesca Lodo, la strada è insomma tutta in salita. Anche per le sorelle, infame destino: Lavinia sta con Jaki Elkann e Isabella con il petroliere Brachetti Peretti. Ma almeno loro non si lamentano, patiscono in silenzio: invece per «Beatruce» l’albero genealogico è come una spina nel fianco. «L’aristocrazia è tutta fuffa», dice lei, come se i continui richiami alla sua celebre casata Borromeo, reggia di santi, marchesi e cardinali, ostacolassero la sua ascesa nell’olimpo dei giusti. Figlia del conte Carlo Ferdinando, è la nipote prediletta di Marta Marzotto. A quindici anni si affaccia sulle passerelle e i primi soldi li usa per «fare regali o comprare azioni». L’ambiente non le dispiace. «È la giornata di Beatrice - recita una cronaca mondana di Repubblica -, ninfa vestita di peonie, la quale ha dichiarato di voler continuare a fare la modella, a dispetto del padre». Con il quale, agli esordi, ci fu un patto nobiliare: «Mai troppo sexy». Patto spezzato: il suo corpo agli esordi fa girare la testa; adesso, a favorire i giramenti di testa, sono più che altro le sue parole. Ora giura, intervistata da un blog, che «il mondo dello spettacolo non mi è mai piaciuto». Ora confessa a Sabelli Fioretti che «da piccola volevo fare l’attrice, poi ho capito che voglio un lavoro di cui essere fiera». Michele Santoro coglie la contessa al balzo: il tempo di rientrare da Portofino e scendere dallo yacht ed eccola infilarsi i panni dell’opinionista «dalla parte dei ggiovani» nel teatro di Annozero, la madrina dei precari, quelli dei call center e del monolocale in affitto. Cachet a puntata: mille euro, roba che un Co.co.co. se li sogna. Che i conti non tornassero (e manco le contesse) si capì quando Bea raccontò in onda: «Mi capita di arrivare la sera tardi a Milano, magari all Stazione centrale, e intorno a me cresce la paura, la diffidenza per gli immigrati». Con ciò suscitando lo sghignazzo di Aldo Grasso: «Ma benedetta ragazza, se una Borromeo arriva la sera tardi alla Centrale, non c’è nessuno che va a prenderla?». Dice Cossiga: «Prego sulla tomba degli zii, i cardinali Carlo e Federico Borromeo, perché salvino dalla stupidità la nipote». Per Giuliano Ferrara «è come la melatonina, dopo dieci minuti m’addormento». La ragazza incassa con dignità, come l’omonima medievale «tanto gentile e tanto onesta pare». Ma all’occorrenza graffia: «Il Papa non ha umanità, Fini rappresenta il Fascismo e i leghisti sono il passo indietro dell’evoluzione umana». Sbraita contro «la volgarità che regna a destra» con ciò prestando il fianco alle pernacchie: specie quando i paparazzi la sorprendono a tu per tu col giovane Casiraghi che con mano principesca s’avventura in terre off limits per due personcine del loro calibro. «Eppure - insiste - i miei amici sono normali, né poveri né ricchi». Certo, poi dipende dai punti di vista. La sorella Lavinia ha dichiarato: «Per poveri che intendiamo? Persone che debbono lavorare per mantenersi?».
Adesso Beatrice vive sola a Milano, dice di essere autonoma dai genitori, nonostante le foto in famiglia a spasso per i mari. Un’incoerenza di cui è prigioniera. «Non sono ipocrita. Quando voglio vado in vacanza nella casa di campagna di mio padre. È casa mia. Ma anche sua». Santoro l’ha scaricata per la Granbassi. Ma in ogni caso è ancora sulla cresta: un libro con Travaglio e Vauro, un occhio alle solite passerelle, chissà magari il grande salto in politica con Di Pietro. Collegio elettorale di Montecarlo. Contessa rossa trionferà.