La beccaccia gela, i cacciatori sparano su Repetto

Paola Setti

È il Capodanno degli animalisti e i cacciatori l’hanno presa malissimo.
Cristina Morelli la presidente dei Verdi ha alzato i calici in anticipo e mica per l’arrivo del nuovo anno: il 31 ha brindato alla fine della caccia al fringuello, ma già il 30 ha festeggiato la sospensione del prelievo venatorio della beccaccia. È stata la Provincia a firmare l’ordinanza su indicazione dell’Università, che ha motivato la richiesta con l’ondata di gelo che ha interessato il territorio genovese. Da allora è tutto un irritato invitarsi al buon senso. Alessandro Repetto il presidente di Palazzo Spinola fa appello a quello dei cacciatori: «Ogni tanto dovrebbero usarlo anche loro». Francesco Bruzzone il segretario ligure della Lega Nord ed esponente di spicco degli amanti della doppietta respinge l’invito al mittente: «Repetto smetta di rendersi ridicolo».
Le posizioni, al solito, sono inconciliabili. L’ordinanza dice che è tutta colpa della galaverna: le beccacce in transito in quel di Genova, nella loro ricerca di cibo si concentrano in «pochi punti favorevoli», quelli meno interessati dalle gelate. «In queste condizioni la caccia sarebbe davvero poco dignitosa, come se le beccacce fossero tutte chiusi in una stanza» avverte Repetto. Assurdo, replica stizzito Bruzzone: «Se Repetto capisse una briciola di animali saprebbe che la beccaccia è un uccello migratore paleartico, che attraversa cioè l’Europa e il Nord Africa. Qui passa solo quando fa freddo, quindi è assurdo chiudere la caccia proprio a causa del freddo». Tanto più che, aggiunge il leghista, le gelate interessano tutto il resto della Liguria oltre che tutto il Nord Italia, ma la caccia è stata sospesa soltanto in provincia di Genova». Fra l’altro, segnala, la legge italiana è già molto più restrittiva di quella di Paesi simili per clima: «In Francia la caccia alla beccaccia è consentita per sette giorni alla settimana fino al 28 febbraio, qui da noi solo tre giorni e fino al 31 gennaio».
Spiega Repetto che la Provincia ha ritenuto fondata la richiesta di sospensione urgente avanzata dal Dipteris dell’Università, ma che si riserva di rivalutare la situazione al ristabilimento di favorevoli condizioni climatiche. Bruzzone è imbufalito: «Ammetta almeno che la vera motivazione della sospensione non è la necessità di proteggere la beccaccia, ma l’esigenza di mantenere un equilibrio con gli ambientalisti nella sua maggioranza». Ieri i cacciatori han fatto la rivoluzione, intasando i centralini della Regione. Cercavano l’assessore Giancarlo Cassini, che s’è beccato le proteste senza poterne nulla: «Non l’ho firmata io l’ordinanza e non posso intervenire. La Regione stila il calendario venatorio e detta le norme generali. E le Province possono sospendere il prelievo venatorio in casi straordinari come quelli di condizioni climatiche difficili».
I cacciatori si dicono convinti che la galaverna non c’entra e gridano al complotto. Ma Repetto insiste: «Abbiamo sparso 9mila quintali di sale e i nostri spargisale a Capodanno hanno lavorato 14 ore consecutive». Per dirla con Cristina Morelli: «Siamo tutti beccacce».