Beckham chiama gli Usa "Voglio stare al Milan"

L’inglese ha deciso: "Mi diverto, qui si gioca il calcio vero". Ma il padrone dei Galaxy è uno dei cinque più ricchi uomini d'affari americani e vuole salvare la faccia. Berlusconi vuole in campo Ronaldinho

Milano - Diplomazia al lavoro. Per conservare David Beckham oltre la data prestabilita (8 marzo) al Milan e al calcio italiano e inglese (il mondiale del 2010 il suo obiettivo dichiarato), da giorni sono al lavoro negli Usa i professionisti dell’inglese. «Ogni parola in più può risultare una complicazione» osserva Umberto Gandini, il regista dell’operazione. E il riferimento non è certo all’apertura firmata da Adriano Galliani domenica notte a Roma («c’è una speranziella») semmai al fuoco di sbarramento proveniente dalla California. Beckham ha deciso, dunque: vuole restare a Milanello. «Sono felice e mi diverto» ha continuato a ripetere per tutto il viaggio di ritorno da Roma a Malpensa. Anche gli sponsor made in Usa hanno dato via libera all’ipotesi di trasferimento definitivo.

Le cifre in palio non sono così proibitive. Il nazionale inglese (ha il record di presenze, 100) guadagna uno stipendio da 10 milioni di dollari: poco più di 6 milioni di euro all’attuale cambio. Non sarebbe un ostacolo trasferirlo dal bilancio dei Galaxy a quello del Milan che nel frattempo, grazie anche alla sua presenza, ha strappato tre amichevoli da 350 mila euro raccogliendo già un milione di euro di profitti, oltre a una serie di proposte da sponsor e fornitori ufficiali. L’uomo che ha in mano il destino di Beckham è Philip Anschutz, numero uno della compagnia “AeG”, patron della squadra di soccer oltre che di hockey e basket a Los Angeles e proprietario di arene e palazzetti dello sport (Londra e Amburgo le sedi più note): nella classifica degli uomini d’affari più ricchi degli States e al 31º posto con un patrimonio stimato di 7,8 miliardi di dollari. Gli altri, Bruce Arena, manager e Tim Leiweke, dg, contano zero. Beckham ha fatto il passo decisivo in queste ore, facendo arrivare al patron dei Galaxy la richiesta ufficiale di voler restare in Italia e al Milan. «Non è una questione di soldi ma solo di calcio vero» la spiegazione spedita a Los Angeles con la disponibilità a salvaguardare l’immagine del miliardario Anschutz.

Dalla parte di Beckham c’è una sola clausola. Nel contratto con gli americani, esiste infatti la possibilità di rescissione unilaterale dell’intesa entro l’ottobre del 2009, fra nove mesi quindi, a costo zero. Se lo costringessero a rientrare a metà marzo, a ottobre tornerebbe indietro e questa volta senza chiedere alcun permesso. I Galaxy, negoziando il trasferimento in queste settimane, possono invece incassare una piccola cifra a parziale risarcimento. Il Milan è pronto a fare la sua parte, restando prudentemente alla finestra. Le cifre messe in circolazione non corrispondono all’effettiva volontà di via Turati: Galliani, “gasatissimo” per l’operazione, ha a disposizione un budget modesto, non più di 2-3 milioni di euro. Quando ne sapremo di più? La risposta è puntuale: fra 2-3 settimane al massimo.

Intrecciata alla questione Beckham, c’è anche Ronaldinho. Per il brasiliano, la partenza eventuale dell’inglese, libererebbe una casella che attualmente viene occupata da Seedorf. Il presidente Berlusconi, rimasto a Milano per l’influenza nei giorni scorsi, non ha gradito la quarta esclusione ed è in freddo con Ancelotti, eppure le relazioni di preparatori e tecnici sono a sostegno della scelta di Carletto. Domani, nell’amichevole di Glasgow con i Rangers, Ronaldinho dovrà dare garanzie sulla propria condizione per poter rientrare contro la Reggina.