Beethoven, la febbre delle «integrali» Alla Uic c’è Fellner, a Villa Medici Bellucci

Le esecuzioni integrali di un particolare genere musicale (sonate, concerti, sinfonie, quartetti eccetera) di un certo autore, in un arco di tempo ristretto ma che supera una normale stagione concertistica, sono ancora di moda, nonostante che il principale scopo per cui erano assai frequenti in passato, quello di far conoscere interamente la produzione sonatistica, mettiamo di Beethoven, oggi sia egregiamente assolto dalla discografia. A Roma, questa sera alle 20,30, alla Iuc (istituzione universitaria dei concerti), inizia una nuova esecuzione integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven, che andrà avanti per qualche stagione nell’Aula Magna della Sapienza, e che è affidata a un pianista austriaco trentaseienne, vincitore anni fa del Concorso Clara Haskil di Losanna: Till Fellner. Suonerà le tre Sonate dell’Op. 31, fra cui la notissima «Tempesta» e poi salterà all’op.101, una delle ultime della produzione beethoveniana. Poi tornerà per la seconda tappa a febbraio; nel frattempo, sempre in Beethoven, lo si ascolterà il 13 dicembre, a Santa Cecilia, nel Terzo Concerto, diretto da Kent Nagano.
Ma non è l’unica integrale in atto delle sonate beethoveniane a Roma. In pieno svolgimento è quella che Giovanni Bellucci, un pianista che all’estero è osannato proprio per Beethoven, ha avviato poco prima dell’estate a Villa Medici. Bellucci infatti, nel prossimo appuntamento (14 novembre) come del resto nei precedenti, affianca alle sonate beethoveniane le sinfonie, nelle specialissime trascrizioni pianistiche di Liszt. Per una integrale che inizia, un’altra si conclude: Michele Campanella (giovedì 30 ottobre, al Teatro Olimpico) conclude la sua esecuzione dell’intera opera pianistica di Brahms. In programma i tre Intermezzi dell’op.117, le tre raccolte di Klavierstucke op.76,118 e 119. Info 0636100051.