Da Beethoven fino a Dvorak «Santa Cecilia» gioca sul sicuro

«Se due anni fa mi avessero detto che la Emi avrebbe pubblicato una Sesta di Mahler con un’orchestra italiana mi sarei fatto una risata». Oggi invece Antonio Pappano è serio e ride solo sotto i baffi alla presentazione della nuova stagione di Santa Cecilia. Non solo la Emi si coccola l’orchestra romana, ma il maestro (70 giorni in tournée tra settembre 2011 e il 2012), è assai richiesto. Cose impensabili già ai tempi di Gatti. E allora, sulle ali del prestigio ritrovato (2011 award di Grammophone per lo Stabat Mater di Rossini e nono posto mondiale tra le orchestre secondo Classic Fm), vediamo la stagione sinfonica che verrà. Anche quest’anno si va sul sicuro, niente ostici contemporanei. Si parte il 22, 23 e 24 ottobre con l’Ottava di Mahler, quella dei Mille, il biglietto da vista della grande orchestra. Pappano dirige poi la Faust Symphonie dal 5 all’8 novembre. Il 9 torna Gergeev con la Quarta e l’Adagio della Decima di Mahler. Il maniacale moscovita prosegue il 12, 14 e 15 novembre con la Settima. Cerchietto rosso per la star venezuelana Gustavo Dudamel che se la vede con l’Eroica di Beethoven il 23 novembre. Data preceduta dall’evento Abbado che si misura (fuori abbonamento) con la Tempesta di Caikovsky. Imperdibile. Si va avanti con l’immancabile Nona di Dvorak (26, 27 e 28) e con il raccomandabile «Gala Rachmaninov» (secondo e terzo concerto per piano, solista Denis Matsuev). Da tutto esaurito il duetto Pappano-Pollini il 18 gennaio con il temibile piano concerto K488 di Mozart. Ultimo cerchietto per il Temirkanov del 21 e 22 aprile con la Settima di Beethoven. Quanto alla musica da camera, andate sul sito dell’Accademia. Ughi, Bollani, Bartoli, roba per orecchie allenate. Ma quelle sanno già tutto.