Beethoven, il genio che componeva anche senza sentire

Se per uno sculturo la vista è il primo, in ordine d’importanza, dei cinque sensi, per un musicista lo è certamente l’udito. Ecco allora che l’esperienza del giovane, e già grande, Alberto Calabrese evoca il nome di Ludwig Van Beethoven, genio della musica, diventato sordo all’età di 31anni. Vissuta a lungo come un dramma, al quale non si augura di sopravvivere, la sordità risulta poi uno stimolo a reagire. Beethoven non si suiciderà. Anzi. Farà conoscere il suo handicap proprio con la musica, nella quale riversa ogni slancio. Poteva «sentirla» solo nella mente, ma riusciva comunque a comporre e opere straordinarie, come le eccezionali sonate per pianoforte, la seconda e la terza sinfonia e l’Eroica.