La Befana porta il modellino e chiede il tram vero

(...) e trasporti.
Tre regali simbolici sono stati consegnati dalle associazioni dei consumatori ai tre assessori ai Trasporti di Comune e Provincia di Genova e Regione Liguria per sensibilizzarli ai problemi connessi al trasporto pubblico in Liguria. A consegnare i doni sono state le befane di una serie di associazioni di consumatori tra le quali (Assoutenti, Adiconsum e Codacons). All’assessore comunale e vicesindaco Paolo Pissarello è stato consegnato un libro sulla storia dei tram a Genova, a quello provinciale Annamaria Dagnino un panno di renna per pulire gli autobus e all’assessore regionale Enrico Vesco un trenino Ikea per far arrivare in orario i pendolari.
«In questi anni sono stati inferti colpi mortali ai diritti alla mobilità dei cittadini genovesi e liguri -ha detto il presidente di Assoutenti-Liguria Furio Truzzi -. Come la santa inquisizione per punire chi si è già sacrificato per anni con multe fatte nascondendosi sui tetti e l’installazione selvaggia di telecamere in sede fissa con il prevalente obiettivo di fare cassa». «Frequenti ritardi, carrozze e vetture sporche, aumenti tariffari, riduzione delle corse e altri problemi sono la causa dell’aumentano del traffico di mezzi privati» ha spiegato il vicepresidente di «La casa del consumatore» Giovanni Ferrari. Tra le questioni sottoposte agli assessori al Trasporto, c’è anche il tram in Val Bisagno («un tram chiamato desiderio» lo hanno definito gli organizzatori della manifestazioni goliardica), secondo le associazioni, una soluzione efficace e a basso costo per la mobilità nella zona che però il Comune non sembra essere intenzionato ad adottare.
Befana che porta carbone anche dai rappresentati di Legambiente che oggi consegneranno i loro doni davanti alle sedi di Regione, Provincia e Comune denunciando le politiche sull’ambiente delle giunte Burlando, Repetto e Vincenzi.
A Sestri Levante, invece, gli organizzatori del «premio Lastra» hanno preparato da ieri una caccia al tesoro per la città. In venti angoli del centro sono stati recuperati i venti mattoni che sono stati depositati durante la giornata davanti alla bacheca di via Fascie, diventata famosa per la locandina taroccata che aveva fatto arrabbiare il sindaco. I venti mattoni serviranno oggi ai goliardi sestresi per edificare «il muro della vergogna» che verrà realizzato nei pressi delle baia del silenzio. Ogni mattone si trovava grazie ad un indizio in rima che riportava anche alla figura di uno dei rappresentati della giunta della città.