La beffa: chiuse in garage e tassate di più

La Finanziaria penalizza le quattroruote più vecchie Ma a Firenze il Tar dà ragione al comitato «eurozero»

Milano - Pagare di più per usare di meno. È il paradosso sperimentato sulla propria pelle da quasi 13,5 milioni di italiani, ossia i proprietari di auto Euro 0 ed Euro 1, puniti due volte: dal Fisco, che aumenta il bollo in misura direttamente proporzionale al «tasso di inquinabilità» delle vetture, e dalle amministrazioni locali, che moltiplicano le restrizioni alla circolazione in nome della lotta all’inquinamento. Anzi, puniti tre volte, se ci mettiamo anche il mercato: che risputa le vecchie auto come bocconi indigeribili, a meno di costosi espatri, giustificabili tutt’al più per qualche modello d’epoca, che piange il cuore lasciare allo sfasciacarrozze.
Per tutti gli altri, non resta che la rottamazione: o, se proprio un’auto nuova è fuori portata, arrangiarsi, imparando a programmare gli spostamenti nelle ore «consentite». Così avviene in Lombardia (circa 1.800.000 veicoli tra Euro 0 ed Euro 1), in Piemonte (quasi un milione le auto interessate), a Firenze, a Bologna, a Roma: nella sola capitale sono quasi 600mila le auto «stangate» perché inquinanti. Senza contare l’ulteriore penalizzazione legata alla residenza: chi abita in Toscana o in Liguria, subisce i rincari più pesanti.
La protesta, ovviamente, sale: ma finora non aveva trovato altro canale che internet, e neppure le associazioni dei consumatori sono riuscite a ottenere granché. A Firenze, però, il Comitato cittadino «Eurozero» è arrivato fino al Tar, con un ricorso presentato contro l’ordinanza del Comune che esclude dalla circolazione le auto a benzina non catalizzate 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Il tribunale amministrativo ha imposto di modificare l’ordinanza per la parte relativa agli Euro 0, in quanto «è incontestato dall’amministrazione comunale che tale classe incide sull’inquinamento derivante dal traffico nella misura del 5,1%, mentre la classe Euro 3 incide nella misura del 25%» ma non è oggetto del divieto di circolazione, il che è «illogico». L’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze, Claudio Del Lungo, replica: «Specificheremo meglio le motivazioni del fermo, accogliendo i suggerimenti del Tar» tanto più che il provvedimento oggetto del ricorso «non esiste più ed è stato sostituito dalla nuova ordinanza attualmente in vigore», ribadendo inoltre che non esiste alcuna possibilità di chiedere rimborsi per danni per i proprietari di Euro 0 che hanno rottamato o trasformato a gas la propria vettura. «Ma la sentenza stessa è la nostra vittoria - ribatte Giuseppe Sorrentino, fondatore del Comitato Eurozero - perché riconosce il nostro buon diritto e fa testo anche nei confronti di altre realtà analoghe. E ora partiremo con una diffida al sindaco».