«BeHeMa», la Bestia che è in noi in anteprima alla Paolo Grassi

La coreografia di Antonino e Kaiser verrà preceduta da «Prove d’autore» firmata da Marossi e Zanconato

Andrea Indini

Sacchi enigmatici, danzatori con costumi dalla strana coloritura e un mare di cellophane che si ritrae, quasi trascinando con sé l’inerme spettatore, catturandolo con la vischiosità di un ineludibile destino.
Così inizia BeHeMa, «la Bestia» in ebraico, un progetto coreografico di Sergio Antonino e Avi Kaiser, in anteprima assoluta, questa sera (ore 21), alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. I due coreografi, prendendo spunto dall’analisi delle Baccanti di Euripide, costruiscono uno spettacolo sulla volontà di trasformare in movimento corporale il linguaggio delle passioni, che investe e motiva il personaggio tragico. «È un lavoro sul limite - spiega Sergio Antonino -, quel limite entro il quale l’istinto è positivo e fuori dal quale diventa mostruoso». Se l’epica, l’epopea e il mito raccontano le gesta e le avventure e le peregrinazioni dell’uomo, la tragedia svela «dal di dentro le motivazioni dei fatti e le azioni dei suoi eroi».
«Uno spettacolo molto complesso - conclude il coreografo - che vorrebbe essere il lavoro di un gruppo che si propone di diventare compagnia stabile». Non è un caso, infatti, che gli interpreti siano tutti allievi della Paolo Grassi. A precederlo un altro efficace prodotto della scuola. Alle 20 i saggi coreografici del corso di TeatroDanza presentano la seconda tornata di Prove d’autore. Dopo le prime quattro prove del 5 e 6 luglio, tocca a Serena Marossi con Corpo vuoto si muove e Serena Zanconato con Primo movimento. Se nel primo spettacolo l’ispirazione viene da Movimento 1 di Kandinskij e dai suoi colori che fluttuano nello spazio, nel secondo si parte da «l’esistenza molle e imperfetta» de La nausea di Sartre per arrivare a una conclusione - ovviamente coreografica - di una sorta di Cogito ergo sum.
«È una sorte di dichiarazione di esistenza in bilico - spiega Zanconato - in perenne ricerca di equilibrio, sempre pronta a rompersi». L’esistenza letta come imperfezione. «Persino un bicchiere colpito da una luce particolare - precisa la coreografa - può sorprendere, diventare una presenza insostenibile con la quale fare i conti e che, isolata da tutto, dà una vertigine».
L’ingresso della serata, che si terrà a partire dalle ore 20 presso la Scuola Paolo Grassi (via Salasco 4), è libero. La prenotazione è obbligatoria (02-5830.2813).