Il Beigua patrimonio geologico mondiale

Stefania Antonetti

Il parco naturale regionale del monte Beigua è stato dichiarato patrimonio geologico mondiale.
Le fitte foreste di faggi, roveri e castagni, le pinete di pino marittimo e le rupi scoscese del parco naturale regionale del monte Beigua sono ora patrimonio geologico mondiale.
Il parco ha ottenuto infatti dall’Unesco l’importante riconoscimento internazionale che lo ha individuato patrimonio geologico mondiale.
Questo vuol dire che oggi l’area naturale del Beigua - che si estende su dieci comuni, tre comunità montane e due province, quelle di Genova e di Savona -, entra a fa parte di un gruppo di trentacinque geoparchi riconosciuti a livello internazionali, di cui ventitré in Europa e tre in Italia (insieme al Parco delle Madonie e la Riserva Culturale Rocca di Cerere, entrambi in Sicilia).
A due passi dalla Riviera Ligure il parco con i suoi ventisei chilometri di dorsali montuosi - dal Colle del Giovo al Passo del Turchino - rappresenta una delle zone più ricche di biodiversità della Liguria.
La stessa Comunità Europea, attraverso la proposta della Regione Liguria e del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha ulteriormente istituito una «Zona di Protezione Speciale» destinata agli uccelli migratori dove vivono oltre 80 specie; alcune di grande pregio come l’aquila reale, il biancone, il codirossone, il succiacapre e l’averla piccola.
Ma è anche il luogo dove è possibile «scovare» variopinte e rare specie floristiche e singolari «inquilini» come il colubro lacertino, il tritone alpestre e la rana temporaria. Nascosto alla vista dell’uomo, lungo i percorsi più impervi del parco transita regolarmente il lupo mentre cinghiali, caprioli e daini hanno scelto il loro habitat naturale nelle tre importanti foreste demaniali regionali «Deiva», «Lerone» e «Tiglieto».
Il parco conserva altresì ricche testimonianze storico-culturali, che «raccontano» lo sviluppo delle importanti vie del commercio tra costa e pianura padana e l’evoluzione del territorio.
Testimonianze conservate nei diversi musei della zona come ad esempio il museo «Passatempo» nella piccola località di Sant’Anna (Rossiglione) che ospita moto, cicli e oggetti d’epoca; il museo «Vivo delle Tecnologie per l’Ambiente» a Terralba (Arenzano); il museo civico «Andrea Tubino» a Masone dove sono custoditi utensili e prodotti dell’artigianato locale del ferro, del vetro e della ceramica e il museo di «Filigrana» a Campoligure dove sono esposte le opere più prestigiose dei maestri del luogo. Non manca poi la «Tipica Casa Contadina Ligure» a Sciarborasca (Cogoleto): una costruzione rurale interamente ristrutturata e arredata con mobilio d’epoca; l’orto Botanico di Villa Beuca a Cogoleto; il vivaio «Forestale Regionale Pian Nicola e Canneti» di Masone e il «Giardino Botanico» di Pratorondanino (Campoligure). Dedicato al mondo degli uccelli c’è il centro «Ornitologico e di Educazione Ambientale» in località Vacca (sulle alture di Arenzano), mentre la piccola comunità di Prariondo (Cogoleto) ospita una raccolta di minerali e un piccolo giardino botanico.
Motivo di attrazione turistica sono anche le diverse attività produttive come l’industria cartaria, concentrata soprattutto nelle valli di Arenzano; le ferriere nel Sassellese e nelle valli Stura e Orba; per non parlare delle produzioni legate alla lavorazione del legno con i tradizionali mestieri dei taglialegna, dei segantini, dei cestai e dei bottai. Per le tipiche produzioni agro-alimentari è d’obbligo ricordare il castagno, ma anche dell’industria dolciaria, con i suoi tipici amaretti e canestrelli. Per approfondire è possibile consultare il sito ufficiale del parco naturale: www.parcobeigua.it.