Beirut blindata: oggi i funerali del giovane sciita

In pericolo la missione Unifil. Inviato italiano in Libano

da Beirut

Ieri, all'indomani dell'uccisione di un giovane dimostrante sciita e al quarto giorno di assedio al Gran Serraglio, il palazzo del governo nel cuore di Beirut, le proteste di piazza organizzate da Hezbollah e dai suoi alleati per costringere alle dimissioni il governo del premier Fuad Siniora minacciano d'inasprirsi oggi, giorno dei funerali dello sciita, simpatizzante di Amal. Nel timore di incidenti, Siniora ha ordinato al ministro della Difesa Elias Murr di adottare le «misure più severe per mantenere la legge e l'ordine», Si calcola che oggi la capitale sarà blindata: per le strade ci saranno almeno 20mila soldati.
«Far cadere il governo di Siniora è una linea rossa da non superare». Con queste parole «fonti diplomatiche» hanno spiegato al foglio elettronico panarabo Elaph il «senso delle intese raggiunte» sull'attuale crisi libanese tra i due più influenti Paesi arabi del Medio Oriente, l’Egitto e l’Arabia Saudita. Secondo le stesse fonti, i governi del Cairo e di Riad guardano con sospetto a Teheran e avvertono che «non resteranno a guardare se l'Iran interferirà nella crisi libanese».
Preoccupazione anche in Israele. La caduta o l'indebolimento del governo Siniora rischia di minare la cooperazione fra il governo di Beirut e l'Unifil, la forza internazionale (di cui fa parte anche l’Italia) dispiegata nel sud del Paese dei Cedri, si legge in un'analisi del quotidiano israeliano Haaretz.
Per seguire da vicino gli sviluppi, l'Italia invierà in Libano un suo rappresentante, Cesare Ragaglini, che partirà oggi per Beirut. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.