Beirut, è la città da visitare nel 2009 per il New York Times

Nonostante la guerra nella regione e l’instabilità nell’area, il quotidiano americano mette la capitale levantina al primo posto della lista dei luoghi in cui viaggiare quest’anno<br />

Beirut è al primo posto della lista del New York Times dei luoghi da visitare nel 2009. E non importa che poco più lontano la guerra imperversi nella Striscia di Gaza tra l’esercito israeliano e Hamas e che all’inizio dell’operazione “Piombo fuso” contro il movimento islamista erano moltissimi i giornali, gli esperti militari e gli analisti politici che davano per certa l’apertura di un secondo fronte: Hezbollah, dicevano, destabilizzerà il Nord d’Israele e il Sud del Libano.

E mentre qualche giornale libanese parla di cittadini dei villaggi del Sud corsi a rinnovare i propri passaporti per essere pronti alla fuga, il quotidiano americano scrive invece di una rinnovata atmosfera di détente che sembra promettere un nuovo avvenire: Beirut potrebbe dunque tornare a essere, dice, la Parigi del Medio Oriente, come era chiamata la capitale levantina della Dolce vita prima dello scoppio della terribile e lunga guerra civile che imperversò nel Paese dal 1975 al 1990. Oggi, il New York Times parla della prossima apertura di due alberghi, di nuovi ristoranti, di mercati che attirano turisti e amanti del buon cibo. Beirut aveva ripreso ad attirare i turisti già dai primi anni Novanta. Ma una volta completata la ricostruzione di una città vissuta per decenni nel conflitto interreligioso, la capitale del Libano aveva ricominciato a pulsare.

A essere maggiormente attirati dalla città, i turisti del Golfo, che prima della guerra del 2006 tra le milizie sciite di Hezbollah e l’esercito israeliano arrivavano in massa in estate per godersi le colline o le spiagge del Paese ma anche le vetrine di Beirut. In seguito al conflitto estivo, durato 34 giorni, che ha investito il Sud del Libano ma anche i sobborghi della capitale, gli stranieri in vacanza sono diminuiti, mai scomparsi, e soprattutto molti libanesi hanno lasciato il Paese per cercare nuove e più sicure occupazioni proprio nel Golfo. Il fatto che il New York Times metta Beirut al primo posto nella lista delle città da visitare nel 2009 proprio mentre la guerra imperversa a pochi chilometri ha suscitato reazioni d’entusiasmo negli uomini d’affari e i commercianti locali.