Beirut invierà 15mila soldati al confine sud

Obiettivo: riprendere il controllo del territorio. Richiamati i riservisti

da Beirut

l governo del primo ministro libanese Fuad Siniora ha deciso ieri sera di inviare 15 mila soldati nel Sud del Libano dopo che le truppe israeliane si saranno ritirate. Lo ha riferito la Tv libanese Lbc, aggiungendo che il provvedimento è stato adottato «all'unanimità», vale a dire anche con il sostegno dei ministri di Hezbollah: Mohammed Fneish (Energia) e Hamad Trade (Lavoro). Il ritiro delle truppe israeliane dal Sud del Libano e la conseguente estensione dell'autorità dello Stato su tutto il territorio libanese figurano tra i sette punti del piano di pace di Siniora.
L'iniziativa era stata caldeggiata dalla comunità internazionale e a Beirut si spera che essa porti alla modifica della bozza di risoluzione sul conflitto preparata per il Consiglio di sicurezza dell'Onu da Usa e Francia.
Con il dispiegamento dei 15mila militari, in linea con la risoluzione 1559 del 2004, il governo di Beirut intende ristabilire la propria autorità nel Libano meridionale, controllato attualmente dalle milizie di Hezbollah, che nel sud del Paese dei cedri hanno le loro roccheforti e batterie di missili. I soldati israeliani sono entrati in territorio libanese proprio per porre fine ai continui lanci di razzi contro lo Stato ebraico.
Della grave situazione in cui si trova il suo Paese Siniora aveva parlato, prima della riunione di governo, con i ministri degli esteri della Lega araba convocati a Beirut per una seduta straordinaria. Siniora, in lacrime, aveva lanciato un accorato appello per il futuro del Libano e dell'intera regione. «L'essenza araba del Libano non deve essere messa in dubbio», aveva detto Siniora con la voce rotta per l'emozione e tra gli applausi dei capi della diplomazia in sala. Siniora, che durante il suo intervento si è interrotto a più riprese per asciugarsi le lacrime, ha affermato: «Non accettiamo più che il Libano sia un campo per le battaglie degli altri».