Il bel Kevin salva i naufraghi non un film visto troppe volte

La sindrome dell’11 settembre non abbandona il cinema americano che sforna eroi nelle diverse specialità del soccorso civile con una pervicacia tollerabile solo per questioni umane al momento del tragico contraccolpo. Ma quello che era un ragionevole stato emotivo è entrato diritto filato nel cinema generalista. E Kevin Costner, uno degli ultimi romantici dell’epoca post-reaganiana, costruisce un piedistallo alla Coast Guard Rescue Swimmers, un corpo speciale adibito al salvataggio di naufraghi nei mari più tempestosi. Randall (Kevin Costner), una leggenda vivente, persi i suoi uomini in una terribile tempesta viene suo malgrado spedito ad insegnare ai giovani allievi della A School, dove i candidati sono sottoposti ad un duro allenamento e solo i migliori faranno parte del gruppo di salvataggio. Tra loro l’arrogante Jake Fisher (Ashton Kutcher), nuotatore superdotato ricco di personalità e di inesperienza. Lo scontro tra Randall e Fisher è inevitabile. Scazzottate, fughe notturne, amore e sesso, l’amicizia, l’orgoglio e il pregiudizio, fino al completamento del corso. Poi chi vorrà fare l’eroe fino all’estremo sacrificio avrà tale opportunità, che il navigato regista Andrew Davis (Il fuggitivo) mostra agli spettatori. Film non spregevole, nobilmente professionale, però visto già cento volte, da Ufficiale e Gentiluomo a S.W.A.T. a Squadra 49, tutti epigoni del cinema bellico tra i quali spicca Le rane del mare del 1951, capostipite di una serie interminabile sull’istruzione di corpi speciali. Uno spettacolo a volte deprimente, salvato da sequenze marine realizzate in un’enorme piscina. Tuttavia salvare questa pellicola non è impresa da poco.

THE GUARDIAN (Usa, 2006) di Andrew Davis, con Kevin Costner, Ashton Kutcher. 140 minuti