Il belga stregato dalla Liguria

Piazza della Vittoria, Genova. Camminare, per una volta tanto con un minimo di tranquillità, e incrociare con lo sguardo quella targa: viale Guido Hanset. E poi proseguire in direzione Campomorone - magari in macchina! - avendo come meta la galleria d'arte Il Crocicchio. Perché qui è in corso fino al 30 aprile (via del Mercato 1) una mostra dedicata all'opera del pittore d'origine belga Guido Hanset (1910-1992) ordinata con la collaborazione del figlio, spesso e volentieri suo compagno di viaggio. Sì perché Hanset, benché stregato da quella Liguria che nelle sue opere vibra tra natura e costruito, correndo dalle crose di Albaro al cuore cittadino della cattedrale di san Lorenzo senza scordare di guardare al viadotto sul Polcevera, è stato per inclinazione un vero viaggiatore. Alla ricerca in ogni meta, italiana o straniera che fosse, di senso e non di aneddotico, di storia e d'umori e non di epidermiche visioni. Benché il medium prediletto fosse l'acquerello che ha levità, fuggevolezza e motilità iscritte nella sua natura. E così ecco in mostra un'ampia selezione di opere che ripercorrono la parabola di Hanset, studente all'accademia Ligustica di Belle Arti che approda alla ricerca artistica nei primi anni '30. L'Etiopia e la seconda guerra mondiale non lo allontanano dalla sua vocazione.
Tante le mostre in galleria e le avventure, come l'esposizione sull'Eugenio C in rotta per il Brasile e l'Argentina. E tante le opere riunite a Campomorone, ove le letture sensibili di una Liguria amatissima - che l'ha ricambiato con il Premio Città di Genova - sono proposte al fianco di quei lavori che narrano dei lidi conosciuti nei suoi viaggi. Opere che nell'insieme compongono un mosaico emozionale ove il segno, che sia dettaglio, ombra o trasparenza, abbraccia con empatia e onestà, svelandolo, quell'ordine delle cose del mondo che è raccoglimento e incanto per un tempo ancora in sincronia con i suoi uomini.