Il Belgio resterà «nucleare» dieci anni in più

Bruxelles Il governo belga ha deciso di prolungare di dieci anni la vita di uno dei suoi sette reattori nucleari. L’impianto di Tihange resterà attivo fino al 2025 «per evitare il rischio - ha spiegato il premier Elio Di Rupo - che da mezzo ad un milione di persone restino al buio in alcuni periodi durante l’inverno». Confermata invece la chiusura entro il 2015 dei reattori 1 e 2 della centrale di Doel, che risale agli anni Settanta. In Belgio sono al momento in funzione sette reattori suddivisi fra le due centrali. La chiusura di Tihange 1 nel 2025 segnerà l’uscita dal nucleare del piccolo regno, che dovrà essere nel frattempo accompagnata dal ricorso ad altre fonti energetiche rinnovabili.
Nella vicina Germania è intanto guerra di cifre fra verdi e aziende produttrici di elettricità sui costi dell’abbandono del nucleare, previsto per il 2022. Secondo la Vattenfall Europe - quarto produttore tedesco di energia elettrica - nel 2020 la bolletta subirebbe un rincaro del 30% a causa di una sovrattassa imposta ai consumatori per il sussidio alle energie rinnovabili, mentre il prezzo all’ingrosso non farebbe registrare rialzi significativi: tutto il peso finirebbe insomma per ricadere sui consumatori. Stando invece ad uno studio commissionato dagli ecologisti di Greenpeace sarà il costo di produzione ad aumentare fra l’11% e il 30%, e solo marginalmente a causa dell’abbandono del nucleare.
Commenti
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Memphis35

Gio, 05/07/2012 - 11:05

Eh sì, le "figate" energetiche mal si sposano con le pezze al c***.

killkoms

Gio, 05/07/2012 - 11:39

e poi si chiedono i companeros denoantri,come mai i lavoratori del nord europa,più pagati di quelli italiani,riescono a produrre merce competitiva!non è solo un problema di manodopera,ma anche di trasporti,logistica e soprattutto energia!energià che noi paghiamo il 40%in più di loror!ma tanto,mettiamo i pannelli solari...(made in germany)!