Belgio, in Vallonia scatta la caccia al fumatore Pausa per la bionda? La paghi in busta paga

I 18mila dipendenti pubblici dovranno timbrare il cartellino in entrata e uscita per fumare, con conseguente taglio del salario o prolungamento dell'orario di lavoro. Inoltre gli impiegati dovranno fumare fuori dall'edificio, lontani dai passanti, perché &quot;danneggiano l'immagine dell'amministrazione&quot;. <strong>SONDAGGIO</strong> Sei d'accordo con la misura della Vallonia? <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/sondaggio_1a.pic1?PID=284" target="_blank">Di' la tua</a></strong>

C'è chi la considera un deterrente e chi invece la percepisce come una vera e propria "caccia al fumatore". Quello che è certo è che la nuova misura contro gli amanti delle bionde in Vallonia, la parte francese del Belgio, fa già discutere. Niente più pausa sigaretta "gratis". Di questo si tratta. E l'obbligo è scattato per i 18mila impiegati pubblici della Vallonia. In pratica, tutte le volte che un dipendente vorrà fumare una sigaretta dovrà timbrare il cartellino di uscita e di entrata.  

La novità è stata resa nota dal quotidiano belga Le Soir che ha rivelato l’esistenza di una circolare firmata dal direttore generale del Servizio Pubblico della Vallonia nella quale non solo si specifica che il tempo passato a fumare non fa parte dell’orario di lavoro e quindi va recuperato, ma si intima agli impiegati fumatori di non farlo nei pressi dell’ingresso dell’edificio in cui ha sede il posto di lavoro. Quindi, chi vuol fumare vada fuori.

La circolare ha scatenato la reazione risentita dei sindacati che hanno parlato di "aberrazione" e di "caccia al fumatore". Ma se quella dell’organizzazione sindacale è una reazione prevedibile, ha spiazzato invece quella di Luk Joossens, esperto di prevenzione del tabagismo presso la Fondazione belga per la lotta contro il cancro: "Non siamo favorevoli alla caccia al fumatore. Questo genere di misure non hanno mai la priorità nella lotta contro il fumo".

A far indignare il sindacato non è solo l’obbligo di timbrare il cartellino ad ogni entrata ed uscita, con un conseguente taglio del salario o un prolungamento dell’orario di lavoro, ma anche l’imposizione della regola per la quale "la frequente presenza di impiegati che fumano nei pressi degli uffici non dà un’immagine positiva della nostra amministrazione". Con tanto di esplicito invito a utilizzare "i cortili interni degli edifici" o "i parcheggi esterni, lontani dalla vista dei passanti".

Una misura similie in Italia era stata proposta anche dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi che aveva deciso di usare il pugno duro con i dipendenti del Comune col vizio del fumo. E aveva obbligato ai tabagisti di timbrare il cartellino di uscita, non solo a Palazzo Vecchio ma in tutte le strutture dell’amministrazione. E anche nel caso italiano ci furono non poche polemiche.