Belgio, varato il governo ma è subito gaffe

Bruxelles. Sei mesi per formare un governo che ne durerà tre. Un risultato apparentemente modesto che invece per il Belgio è un successo. Guy Verhofstadt, liberale fiammingo, ha giurato ieri davanti al re Alberto con i suoi 13 ministri, calibrati per appartenenza politica e linguistica: sette fiamminghi e sette francofoni, in rappresentanza di cinque partiti. Il premier, che dovrà avviare la riflessione sulle riforme, avrà come vicepremier il suo successore, il cristiano democratico fiammingo Yves Leterme, famoso per avere confuso la Marsigliese con l’inno belga e che, anche ieri, è stato protagonista di una nuova gaffe, proprio durante la cerimonia di insediamento. Contrariamente alla consuetudine Leterme ha infatti pronunciato la formula di rito solo in fiammingo. Non è stato l’unico ministro a scegliere di usare solo la sua lingua, ma a sollevare l’accusa di provocazione è il fatto che sarà proprio Leterme a guidare il governo, finita la fase di transizione affidata a Verhofstadt. Intanto ieri 14 persone sono state fermate in un’operazione della polizia durante la quale è stato sventato un piano per far evadere dal carcere un tunisino condannato per avere progettato un attentato contro una base militare Usa. La sezione anti-terrorismo della polizia federale e la procura hanno detto di temere altre azioni terroristiche nei prossimi giorni.