La bella Isimbayeva fa separare Gibilisco dal suo guru

Forse è tutta colpa di Sergei Bubka, l’uomo che ha messo una donna fra Giuseppe Gibilisco e Vitali Petrov, il suo allenatore-mentore, quasi secondo padre. Forse è tutta colpa della gelosia che ha logorato Gibilisco, quando nella vita tecnica a due fra lui e Petrov si è inserita Yelena Isimbayeva, la femmina che poi è una campionessa: bella, regina assoluta del salto con l’asta, attraente in tanti sensi. Per Bubka forse in un senso, per Petrov in un altro. E così si è consumata la separazione dimezzata fra Petrov e Gibilisco, o meglio la retrocessione del tecnico: non più quello di cui sopra, ma supervisore, garante del progetto tecnico che accompagnerà il nostro campione del salto con l’asta da qui agli europei di Goteborg e oltre. Decisione presa dopo un confronto tra il presidente Arese, il ct Silvaggi, l’atleta e i dirigenti delle Fiamme gialle. Mancava Petrov, ma il suo sì arriverà dopo un incontro con Silvaggi.
L’allenatore continuerà ad allenare la Isimbayeva, che gli porterà immagine e un miglior gruzzolo (lo stipendio della federazione italiana è intorno ai 20mila euro), e sarà una sorta di consulente federale con altri interessi: primo fra tutti il progetto talento per scoprire nuovi giovani. Gibilisco, invece, continuerà la sua strada affiancato giorno per giorno da Domenico Ingrosso, 38 anni e una vita a seguire gli allenamenti del tecnico ucraino. Laureato in scienze politiche, Ingrosso sarà la chiave di sicurezza per non perdere Petrov e non far deragliare Gibilisco, già da un paio di mesi affidato al tecnico italiano. Soluzione senza vincitori ma con qualche vinto e il retrogusto amaro per il saltatore che si è lasciato vincere dai sentimenti: il risentimento per l’uomo che l’ha condotto al successo e una certa rivalità con la Isimbayeva. Tanto da chiudere la storia con qualche spigolosità. «Va bene così, con Ingrosso lavoro da tempo. Se Petrov vorrà, ci sarà spazio anche per lui. Altrimenti ce ne faremo una ragione. A livello personale non c’è più rammarico, semmai ce n’è stato. Ora vado per la mia strada, voglio guardare avanti». E soprattutto guardare in alto. Dopo le Olimpiadi di Atene dove Gibilisco ha conquistato una medaglia saltando quasi con una gamba sola, la gamba non si è più rimessa in sesto («ma ora i problemi sembrano risolti»), ma nemmeno i risultati.