La bella Islanda raccontata da tre fotografi

Roberto Zadik

Tra cd, libri e dvd, da Fnac c'è posto anche per terre incontaminate e tutte da scoprire. E' il caso dell'Islanda, le cui bellezze naturali sono oggetto della mostra, a ingresso libero, «Paesaggi islandesi», inaugurata ieri e allestita , al secondo piano del multistore di via Torino, fino al 14 febbraio. Si tratta di una panoramica che, in 35 immagini, permette, tutti i giorni (9-20) e domenica (dalle 10 in poi), di conoscere un Paese ancora oggi ricco di misteri. A descriverne atmosfere e scenari sono gli scatti di tre fotografi islandesi.
Tre prospettive, del tutto diverse tra loro che riproducono le contraddizioni di una nazione divisa tra modernità e conservazione del patrimonio naturale. Aspetto messo in luce da Ori Johnsson, 35 anni, le cui fotografie raffigurano case e fattorie, da tempo abbandonate dai loro abitanti, ormai orientati verso il progresso e la vita cittadina. Interni di abitazioni rurali ormai ridotte in pessime condizioni che, attraverso mensole e scaffali vuoti, fotografati da Johnsson, evocano il passato contadino di uno Stato in rapida trasformazione.
Di tutt'altro tipo sono le istantanee scattate dagli altri due fotografi. Come quelle del 57enne Sigurgeir Sigurjonsson, centrate sugli splendidi paesaggi islandesi nei quali non sembra esservi alcuna traccia della presenza umana. Esempi di questo sono la calotta glaciale del vulcano di Katla, uno dei principali del territorio, a sud ovest dell'isola, e la piana del fiume Markarfljot, con le sue gole. L'esposizione sottolinea anche i silenzi e le enormi distanze di una terra scarsamente popolata. Come mostrano gli scatti del fotografo Spessi: una serie di stazioni di servizio, sparse per l'isola, circondate da zone ricoperte di neve e apparentemente disabitate, che sottolineano il contrasto tra urbanizzazione e solitudine.