La bella Maria è vecchia a 24 anni. E vince la Azarenka

Improvvisamente la vecchiaia. Che cala così, inesorabile, a soli 24 anni. Maria si guarda allo specchio e capisce che è il suo tempo, che le regole del tennis femminile moderno non rispettano nessuno, neppure la Divina e suoi fan abbagliati dalla sua bellezza. Eppure guardando bene Maria Sharapova dopo un 3-6, 0-6, ti accorgi che gli anni sono passati, troppi cerotti, troppe distrazioni, troppa distanza da quella ragazzina che a 16 anni festeggiava saltando sul prato di Wimbledon telefonando alla mamma: «Mi vedi? Sono in mondovisione...». A Melbourne insomma tocca a Viktoria Azarenka, primo Slam per lei e scettro di regina del mondo senza essere passata neppure dal numero due: Vika però di anni ne ha già 22, quanto durerà? C’è da chiederselo, Maria guarda e scuote la testa, pensando che tra poco diventerà signora Vujacic, chissà perché suona così strano. «Capitano giornate storte, nel tennis e nella vita. Semplicemente lei oggi è stata meglio di me»: forse è vero Maria, la classe è anche perdere con stile, eppure guardati anche tu, sembri più vecchia. Un po’ di chiletti in più, la spalla che non gira come una volta e magari qualche ruga che noi - gli abbagliati - non vediamo. Maria insomma è sempre la Divina, ma il tennis delle donne non aspetta nessuno, il nuovo avanza e brucia in fretta. Adesso tocca a Vika insomma, praticamente il suo clone, una che ha sempre ringraziato la nonna e la Sharapova per averle ispirate. La Azarenka che predica modestia e che dice «ora che il tennis è diventato così popolare in Bielorussia, spero che con il mio esempio verranno anche dei buoni giocatori». Si augura insomma che qualcuno si ispiri a lei. Anche perché, se le regole del tennis sono queste, non c’è molto tempo da perdere.