«Bella sfida, ma il vero derby è Inter-Juve»

Spettatore da Oltre Manica nelle vesti di vice commissario tecnico dell'Irlanda, Marco Tardelli si godrà il derby di Milano con in testa però un pensiero lieto che riguarda la "sua" Juventus.
Il derby della Madonnina che effetto le fa, avendolo vissuto sia da giocatore che da allenatore dell'Inter?
«Mi aspetto una bella partita e basta. Sarà un match importante per la classifica, ma il vero derby è quello tra Juve e Inter: quello è il match più sentito d'Italia, il resto arriva dopo».
Possibile che il popolo nerazzurro senta di più la sfida con i bianconeri?
«Per quello che è stata la mia esperienza sì, anche se la stracittadina milanese è quella che si avvicina di più al derby di Roma. Di sicuro è più vissuta rispetto a Juve-Toro».
La sua esperienza sulla panchina dell'Inter è passata alla storia anche per la sconfitta 0-6 contro il Milan nel maggio 2001.
«Una giornata assurda. Ma quell'anno c'erano tanti problemi, inutile tornarci sopra».
I tifosi però non avranno dimenticato, né gli uni né gli altri.
«Ne sono convinto. È il bello e il brutto del calcio. Un derby, per chi lo vive tifando, è una brutta bestia: ti fa stare nell'ansia per una settimana e ti condiziona i giorni seguenti: se hai vinto vai a sfottere i rivali, se hai perso andresti a nasconderti».
Chi scende in campo ne viene condizionato?
«Per me non cambiava nulla».
Ranieri ha detto che sarà decisivo soprattutto per il Milan.
«Dissento. Se l'Inter non vince, poi dove vuole andare? Il Milan, anche se dovesse perdere, potrebbe ugualmente arrivare allo scudetto».
Lei ha sempre avuto grande stima di Ranieri.
«Confermo. Fui io a caldeggiarne l'ingaggio quando ero nel cda Juve: è una persona capace e di buon senso. E gli va dato atto di avere rimesso l'Inter in carreggiata».
Quale la mossa vincente?
«Ha compattato il gruppo e lanciato giocatori come Alvarez che lo stanno aiutando molto: ha svecchiato il gruppo, ecco».
E del Milan che pensa?
«Squadra concreta e affidabile, come sempre. Con il solito Ibrahimovic che spaventa tanto è forte. E lo svedese non è così matto e ingestibile come alcuni dicono: è un gran professionista, anzi».
Che impressione ha avuto della questione Tevez?
«Mah. È tutta una questione di soldi, niente più. Lui è un giocatore importante che ha una testa particolare. Credo però che al Milan avrebbero saputo come gestirlo: ne avrebbe tratto beneficio anche lui come persona».
Milan favorito per il derby e per il campionato?
«Può darsi. Anche se io credo che la Juventus abbia grandi possibilità di vincere lo scudetto: non hanno le coppe e, nonostante quello che dice Conte, è un gran bel vantaggio».
Appunto: Conte farebbe volentieri cambio con chi in Europa già ci gioca.
«È normale che lo dica. Ma, con la rosa che ha, non potrebbe reggere il doppio impegno con l'attuale rendimento: giocare solo una volta alla settimana gli permette di non avere quasi infortuni muscolari. Per come la vedo io, potrebbe essere l'anno buono».