Belle le colonnine elettriche. Ce n’è una sola

(...) piazza della Raibetta, via Balbi, via Minzoni, via di Francia (Matitone), piazza Matteotti e largo Coppi (a Sestri Ponente). Trovare degli alibi per giustificare questo silenzio da parte del Comune risulta difficile, soprattutto se si prova a contestualizzare il progetto all’interno del particolare periodo economico che si sta vivendo. Negli ultimi mesi, infatti, i rincari più alti si sono avuti proprio sul prezzo del carburante, quindi una situazione del genere avrebbe dovuto far accelerare i tempi di attuazione di un programma sulla mobilità alternativa come l’elettrico e non, invece, rallentarli, per non dire considerare l’ipotesi di accantonamento definitivo.
Purtroppo, però, ancora una volta la vecchia mentalità genovese (nell’accezione più negativa) sembra aver la meglio, posticipando il problema della mobilità sostenibile ritenendola ancora non prioritaria e di difficile attuazione. Rimanendo nei confini liguri, probabilmente si potrebbe assentire ad un discorso del genere, ma la verità è che il resto del mondo, e molte altre città italiane, si stanno adoperando per sponsorizzare in ogni modo una mobilità che permette ingenti risparmi economici agli utenti e un netto miglioramento della condizione ambientale dovuto all’azzeramento dell’inquinamento, tossico ed acustico. Senza voler fare il paragone con città come Londra (si stanno installando 11mila colonnine di ricarica) il parallelo più attinente potrebbe essere Firenze. Nel capoluogo toscano, dove governa una Giunta di centrosinistra proprio come a Genova, il Comune ha provveduto ad installare un centinaio di colonnine e ha aiutato nei finanziamenti chiunque abbia deciso di passare ad un mezzo elettrico.
Come se non bastasse il cittadino fiorentino che acquista un mezzo elettrico ottiene dal Comune l’installazione di una colonnina sotto casa. Inoltre le ricariche elettriche che andrà a fare saranno gratuite (in piazza Poch un pieno costa 2 euro, nulla rispetto alla benzina, ma una truffa se commisurato al prezzo effettivo di ricarica che sfiora i 30 centesimi). Prima di acquistare un biglietto per Firenze Santa Maria Novella e pensare al trasferimento in una città che sembra provenire dal futuro (quando in realtà è Genova che è terribilmente ancorata nel passato) c’è ancora un motivo per credere che qualcosa possa cambiare sotto la Lanterna. Anche se può sembrare strano a Genova abbiamo il primo rivenditore italiano di moto elettriche. A Sestri Ponente, infatti, Walter Pilloni da anni porta avanti il progetto «Ecomission» e proprio negli ultimi tempi, soprattutto grazie al bolide Eco Jumbo sta riscontrando i risultati più soddisfacenti: servizio sulla rivista In Sella (primo caso per una moto elettrica), stand nel Salone dei mezzi elettrici di Pechino, per l’Expo di Milano 2015, moto vendute al Rina, e un 17esimo posto in un bando europeo che permetterà a Pilloni di poter avere dei fondi (sui 200mila euro) da investire sul suo progetto.
«Il bando europeo è importantissimo perché mi permetterà di portare avanti un progetto con la Provincia che prevede l’installazione di colonnine di ricarica gratuita da Sestri Ponente ad Arenzano - ha anticipato Pilloni -. Le vendite stanno andando a gonfie vele in tutta Italia con ordini che arrivano anche dalla Sicilia. Purtroppo qui a Genova siamo indietro di parecchi anni e riesco a venderne solo poche decine perché molti, giustamente, mi fanno presente che senza colonnine diventa impraticabile». E adesso? Il Comune è a un bivio che, citando De André, si può riassumere con un «Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?».