La bellezza costruita sulle antiche rovine

Da quando la cultura occidentale ha cominciato a riflettere sul suo passato? Dal neoclassicismo che rivisse il sogno spezzato di Pompei? Dal romanticismo che riscoprì il fascino di un Medioevo perduto? Difficile stabilire quando arte e letteratura hanno cominciato ad abbeverarsi a tutto quanto era diruto, testimonianza d’irripetibile passato. È Byron nell’abbazia in rovina di Newstead, è Poussin tra gli acquedotti della campagna romana. Tra le rovine (Guanda, pagg. 245, euro 16, trad. Libero Sosio) è un suggestivo itinerario tracciato da Christopher Woodward, storico inglese dell’architettura, fra torri abbattute e colonne spezzate per capire dove risiede il fascino delle rovine. Forse nella loro incompiutezza che induce a sperare che il tempo risparmi una traccia del nostro essere stati.